Courmayeur, prenota al ristorante e sente commentare: «È un po’ gay»

Il machismo è così radicato nella nostra cultura che persino dei toni gentili possano essere reputati poco maschili e, associandoli all’orientamento sessuale, diventare oggetto di derisione. È quello che ci racconta Luca, un ragazzo gay di Torino che venerdì 17 dicembre che aveva deciso di prenotare in un ristorante stellato di Courmayeur, in Valle d’Aosta, e nel passaggio della cornetta da un dipendente all’altro, afferma di aver sentito dei commenti riguardo la sua omosessualità.

«Mi ha risposto questo signore – ci racconta Luca – e ho chiesto se fosse possibile prenotare un tavolo per due persone per sabato sera. Era per me e il mio compagno, ma di questo non ne ho parlato. Mi ha detto che mi avrebbe passato il ragazzo di sala, ma nel passaggio del telefono ho sentito molto chiaramente che gli riferiva: “È un po’ gay”». Quando il collega ha risposto, Luca gli ha chiesto sarcasticamente di fare i complimenti alla persona con cui aveva parlato precedentemente, aggiungendo che in quel ristorante non lo avrebbero mai visto e ricevendo come risposta una risata di imbarazzo.

 

«Io sono un omosessuale dichiarato, non lo nascondo neanche al lavoro – ci spiega Luca – ho solo cercato di essere gentile visto il tipo di ristorante a cui mi stavo rivolgendo. Mi fa arrabbiare che la mia cortesia sia stata etichettata in questo modo e che l’omosessualità sia usata come offesa ancora nel 2020».

Il fidanzato Matteo ha aggiunto un post sui social per invitare i propri amici a boicottare il ristorante: «Mi viene da sorridere, perché quella frase non fa che rendermi fiero di ciò che sono e della persona che ho accanto. Mi viene da sorridere, perché, quella frase farà in modo che chiunque io senta non metterà piede nel suo ristorante. Che sia “un po’ gay”, che sia “un po’ etero”». 

Negli ultimi mesi sono stati registrati diversi episodi, alcuni ancora più gravi, come quello capitato a Luca e Matteo. La cronaca ci mette di fronte all’evidente diffusione dell’omofobia nel nostro Paese (a tutte le latitudini) e della necessità di educare alle differenze.

 

Edit 20/01/2020

Dopo un confronto con i proprietari del ristorante, Matteo ha dichiarato quanto segue:

Oggi sono stato contattato privatamente dai titolari del ristorante in merito all’episodio. Abbiamo parlato in maniera molto tranquilla e abbiamo esposto entrambi le nostre ragioni… loro si sono detti sinceramente dispiaciuti per il “malinteso” in quanto sostengono che la frase che ho sentito non fosse a me rivolta; Io dal canto mio accetto di mettere una pietra sopra questo episodio, credendo alla loro buona fede e onestà e alla sfortuna di aver solo sentito la frase e la risata sbagliate nel momento sbagliato.
Io e Matteo ringraziamo quindi tutti per l’appoggio, allontaniamo e condanniamo i commenti più spiacevoli che abbiamo letto e che non condividiamo, sorridiamo per i malpensanti che hanno supposto si trattasse di fake news di persone in cerca di visibilità (non voluta) e infine ringraziamo in maniera sincera la proprietà del ristorante per aver voluto chiarire l’accaduto.

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