L’azienda di cioccolato Läderach si difende: «Noi omofobi? Abbiamo dipendenti gay»

«Il cioccolato deve rendere felici, non deve alimentare omofobia e razzismo!». È questo il coro di un gruppo di attivisti LGBTQ+ in una nota cioccolateria Svizzera, la Läderach, punto vendita dell’omonima e grande azienda a gestione familiare che vanta oggi più di 240 dipendenti.

Il coro si è scatenato assieme a vari attacchi con bombe puzzolenti, a causa di diversi atti omofobi e misogini da parte dei direttori dell’azienda nonché da parte del personale. La Läderach partecipa infatti attivamente ogni anno a manifestazioni anti aborto e contro l’unione tra persone dello stesso sesso. Il giovane 33enne Johannes Läderach, amministratore delegato dell’azienda, ha spesso difeso la sua posizione affermando ai giornali che il suo non è un attegiamento omofobo e razzista ma semplicemente un suo modo di pensare. L’uomo ha dichiarato che, in accordo con la dottrina evangelica, il matrimonio può essere effettuato solo tra uomo e donna, e il sesso prima di esso è puro peccato. Johannes Läderach ha anche affermato che per quanto una donna sia libera di vivere, non è lecito che ella scelga della vita di una creatura ancora non nata.

Alle accuse di omofobia, Johannes ha risposto che nella sua azienda lavorano persone omosessuali. Il classico «ho tanti amici gay» si è dunque trasformato nel più originale «ho tanti dipendenti gay», come se questo cancellasse le sue discutibili esternazioni. Alcuni gruppi LGBTQ+ hanno dato vita a un boicottaggio della nota azienda dolciaria, sostenendo che si tratti di una questione civile: è giusto avere idee differenti, ma non è corretto alimentare manifestazioni che possono limitare la vita e la libertà di gruppi di persone.

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