Le relazioni a distanza ai tempi del Coronavirus

Quelli che stiamo vivendo sono giorni davvero complicati. La vita di molti di noi è entrata in una fase di sospensione, di congelamento, come se all’improvviso Piper Halliwell fosse passata da casa ad incasinarci la percezione del tempo, imponendoci una lentezza della quale faremmo volentieri a meno.

Occorre avere pazienza dicono, non bisogna perdere le staffe, né avere fretta, perché presto o tardi potrebbe arrivare una cura, un vaccino o, semplicemente, qualche bella notizia. Dobbiamo aspettare, un po’ come se fossimo delle moderne Penelope che, però, al posto dei Proci, possono trovarsi, a pochi metri dalla porta di casa, un agente di Polizia pronto a chiederci l’autocertificazione. E d’altronde, se ci pensate, questo virus, fra i tanti enormi disastri già combinati, ne ha causato anche un altro, di cui poco si parla: ha temporaneamente separato molte coppie.

Da quando sono entrate in vigore le norme contenute nell’ormai famoso DPCM del 9 marzo 2020 si può uscire dalla propria abitazione solo in presenza di comprovati motivi, e così, purtroppo, tantissime persone, a causa di questa emergenza sanitaria, si trovano lontane dal proprio partner, e sono costrette, per sentirlo vicino, a ricorrere a messaggi, videochiamate e telefonate. Probabilmente, per chi viveva già un rapporto a distanza, poco o nulla è cambiato, ma per chi invece non è abituato a vivere l’amore anche in forma “virtuale”, si tratta di un problema non da poco.

Restare tranquilli, beh, sarà sicuramente complicato, ma di certo non impossibile. Pensate, per un attimo, proprio a Penelope: quella donna è riuscita a mantenere la calma e (per quel che ne sappiamo, ovviamente) a non trasformarsi in una potenziale paziente del Dr. Nowzaradan per addirittura vent’anni! Quindi, insomma, per quanto questa infezione possa dimostrarsi tenace e resistente, non penso proprio servirà tutto questo tempo per sconfiggerla. Se a questo, poi, aggiungete il fatto che la regina di Itaca non poteva nemmeno inviare lettere o telegrammi e che, a differenza sua, ci basta un click per geolocalizzare la nostra dolce metà, direi che possiamo ritenerci abbastanza fortunati.

Tocca essere un po’ stoici, razionali, tolleranti e, in certi casi, anche clementi, ma solo per qualche giorno per fortuna perché, diciamocelo, saremo tutti nervosi, aggressivi, intrattabili e irascibili, ma non è certo colpa di Ulisse se Poseidone si è messo ad agitare le acque incasinando completamente il GPS… e se mai, una volta tornato, scopriremo che una qualche Circe, sfidando la quarantena, avrà messo le mani dove non avrebbe dovuto, allora, a quel punto, sapremo benissimo dove infilare la tela cucita con così tanta pazienza e dedizione!

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