«Finocchio vestito da donna»: Fabio Cannavaro ride della transfobia di Faustino Asprilla

In una diretta Instagram trasmessa lo scorso 8 maggio e seguita da circa 2.500 utenti, gli ex compagni di squadra Fabio Cannavaro e Faustino Asprilla hanno raccontato alcuni aneddoti risalienti agli anni ’90, quando i due calciatori giocavano nel Parma, con il calciatore colombiano che ha usato termini omotransfobici per descrivere quella che, probabilmente, era una sex worker transgender.

«Una sera siamo andati a Milano, siamo andati a un ristorante con Crippa – racconta un euforico Asprilla – Siamo usciti e dopo il ristorante andammo alla discoteca Hollywood. Siamo andati in macchina con Crippa, avevamo bevuto champagne, tequila, di tutto… Eravamo un po’ ubriachi, al semaforo c’era un finocchio vestito da donna. Allora io gli ho detto: “Quanto costa stare con te?”».

Alla domanda dello sportivo, la sua interlocutrice ha risposto dicendo che odia i neri, una risposta razzista che ha scatenato in quel momento l’ira di Asprilla, che però oggi racconta divertito: «Io sono andato fuori, questo che correva, io dietro al massimo, io questo lo picchio… Io con la cintura dietro quel finocchio lì, lui con le scarpe qua [facendo il gesto su una spalla] e correva più di me. È scappato».

Il linguaggio tranfobico e il divertimento del calciatore nel raccontare una scena di violenza vengono resi ancora più gravi dalle risate di Fabio Cannavaro che, anziché prendere le distanze da quel racconto, ascolta divertito, ridendo di gusto per tutto il tempo. Un teatrino definito divertente anche dalla stampa sportiva, tra chi ha omesso quella parte della diretta e chi l’ha ritenuta una semplice goliardiata, regalandoci la dose quotidiana della mascolinità tossica che impera nel mondo del calcio.