Un medico spagnolo malato di Covid-19 è stato eletto Mr. Gay World Pride 2020

Si chiama Francisco José Alvarado, ha 30 anni, è un medico spagnolo che ha contratto la Covid-19 e, da pochi giorni, è Mr. Gay World Pride 2020.

Francisco, medico di famiglia preso il Centro Sanitario Lavapiés di Madrid, ha iniziato ad accusare i primi sintomi della patologia, il 10 Marzo, con la conferma di essersi effettivamente ammalato due giorni dopo. Vivendo in un appartamento in condivisione, si è messo in quarantena in camera sua, approfittando dei 19 giorni di isolamento per rispondere su Instagram ai dubbi dei suoi follower riguardo alla malattia.

Dopo più di un mese dal suo ritorno a lavoro, tra una visita e l’altra, Francisco ha ricevuto la chiamata dagli organizzatori del Mister Gay World Pride, che lo avvisavano di averlo insignito del prestigioso titolo. Alvarado era arrivato secondo nell’edizione dell’anno scorso della competizione. A causa della pandemia di coronavirus, Mr. Gay World Pride ha annunciato che avrebbe posticipato la sua gara del 2020. Dal momento che il regno del vincitore del 2019, Janjep Carlos, si era ufficialmente concluso, il concorso aveva bisogno di un volto rappresentativo. Come primo classificato dopo il regnante uscente, Alvarado ha ereditato il titolo.

«Questa vittoria è un’iniezione di aria fresca nelle circostanze che stiamo vivendo – dichiara alla rivista spagnola Redacción Médica – Il problema del coronavirus sta influenzando notevolmente il livello di salute e sta logorando la gestione e la politica».

Nonostante questo saldo ottimismo, però, Francisco ha ammesso che la partecipazione al concorso gli ha creato non pochi problemi, soprattutto da parte dei colleghi. «Questo tipo di concorso può mettere in discussione la tua professionalità, perché non sei il tipo di sanitario che si distingue per le cose che hanno a che fare con la professione – racconta – La professionalità è generalmente messa in discussione quando si parla di argomenti come i concorsi di bellezza o l’orientamento sessuale, ma questo concorso implica anche un lavoro sociale che si collega con la medicina comunitaria, che è la mia specializzazione».

Per Alvarado, infatti, un medico con così tanta risonanza mediatica potrebbe diventare molto vicino alle associazioni che lavorano nella salute sessuale, nell’inclusione e nel porre fine allo stigma dell’HIV. Quest’ultimo problema ancora vivamente sentito nell’ambiente sanitario spagnolo.

«Nel campo della salute c’è discriminazione tanto quanto in altre aree – afferma il trentenne – L’omofobia esiste, altrimenti non sarebbe necessario rivendicare il rispetto. Penso che si dovrebbe avere una maggiore formazione sull’orientamento sessuale del paziente. Qualsiasi cosa che rafforzi il tuo lavoro con i diversi tipi di pazienti che puoi trovare è benefica».

«Spero di usare questa vittoria come spunto nella lotta contro l’omofobia – aggiunge – 30 anni fa l’Organizzazione mondiale della sanità ha smesso di definire l’omosessualità una malattia mentale. Oggi, nel 2020, si parla ancora di terapie conversione per curare l’omosessualità»

La sua missione da educatore sociale contro l’omofobia ha, però, origini ben più antiche rispetto alla vittoria della competizione. «Ricordo con affetto cosa mi è successo in una consultazione – racconta Francisco – Indosso sempre un braccialetto con la bandiera arcobaleno. Un giorno, un paziente di 82 anni, vedendola mi ha detto “Dai! Tu indossi la bandiera repubblicana”. “Quasi”, risposi, “è la bandiera dell’orgoglio gay”. Da lì iniziammo a parlare dei significati di ogni colore».

Nonstante Gay World Pride abbia affermato che prevede di tenere le sue competizioni ufficiali 2020 e 2021 e, quindi, il novello vincitore abdicherà presto in favore di qualcun altro. Ma il medico spagnolo dai sorridenti occhi castani resterà uno dei nostri Mr. Gay World Pride preferiti.

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@mrgayespana 🏳️‍🌈 🇪🇸 Es el día, hoy cojo un avión rumbo a #SouthAfrica. Esta aventura comenzó en julio de 2018. Siempre con una sonrisa y rodeado de cariño. Antes de ser nombrado #MrGayEspaña2018, no era consciente de todo el trabajo que queda por hacer en el colectivo. Muchos critican la superficialidad de un certamen de belleza, pero yo quise ir más allá y aposté por el compromiso social. Hoy se abre un nuevo capítulo, hoy comienza una nueva experiencia que afronto con mucha ilusión. He trabajado muy duro para ofrecer mi mejor versión. Sólo puedo dar las gracias por todo el apoyo recibido. No siempre ha sido fácil, a veces me equivoco. Pero detrás de las redes sociales hay esfuerzo, muchas horas de dedicación y cientos de mensajes de todas las partes del mundo que he intentado leer y responder. Desde el primer momento he puesto el corazón en todo lo que he hecho y mi mejor intención para colaborar. Por eso soy visible. Estoy muy orgulloso de todo lo que hemos construido juntos. Las personas sois el premio, contagiar alegría, vencer miedos, aliviar el sufrimiento, combatir la soledad. Yo ya he ganado. Gracias a la organización por la confianza depositada, gracias a las personas que me acompañan y me dan fuerzas para seguir luchando por el respeto, gracias a las distintas asociaciones y fundaciones que han querido contar conmigo, gracias a mi familia y amigos que me aguantan y me quieren. GRACIAS. Besos, ternura. ❤️🧡💛💚💙💜🖤 #haztevisibleeneltrabajo @mgworg #MrGayWorld2019 #MGW2019 #CapeTown #GoMango #AtThePresidentHotelCapeTown #CityofCT #lovecapetown #CapeTownTourism #CttConnect #LGBTQTravel #TheSocialMediaCompany #gaypagessa #Mambaonline #exitnewspaper #PinkSixty #UDataZA #WTM_Africa #IGLTA #GerritPrinslooProductions #XOXOfndn #alanfordproductions #beefcakes #CopperLogistics #mgp #michaelgameplan #cttconnect #Nikuunderwear #fitchmoments

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