Polonia, il presidente omofobo Duda non passa al primo turno: ballottaggio con Trzaskowski

In Polonia si andrà al ballottaggio: il presidente in carica, Andrzej Duda, che aveva indicato le persone LGBT+ come «portatrici di un’ideologia simile a quella bolscevica», non ha ottenuto la maggioranza necessaria per essere riconfermato.

Il capo di Stato uscente, sovranista e populista, sostenuto dai conservatori al potere e da parte delle gerarchie ecclesiastiche, avendo ottenuto il 43,67% dei voti, dovrà vedersela in uno scontro diretto con il sindaco di Varsavia, il liberale Rafal Trzaskowski leader di Piattaforma Civica.

Duda, visto dai suoi sostenitori come paladino della famiglia e dei valori tradizionali, era inizialmente il favorito di queste elezioni, ma l’ostilità del suo partito Diritto e Giustizia ai diritti delle donne e a quelli dei cittadini LGBT+ ha spinto buona parte dei cittadini polacchi a schierarsi con Trzaskowski, più vicino agli ideali morali dell’Europa.

La vita delle persone LGBT+ in Polonia è pericolosa. Gli attivisti denunciano un’enorme quantità di suicidi di giovani che non si sentono accettati dalla famiglia e di aggressioni omofobe non denunciate semplicemente perché non esiste una legge che tuteli le vittime.

La propaganda televisiva, poi, non aiuta a sensibilizzare il Paese alla causa. «Essere una persona LGBT non è tradizionale, non è polacco, è solo una moda straniera che viene dall’Occidente» sono solo alcune delle espressioni che il partito ultra conservatore di Duda ha utilizzato nella sua propaganda.

Ma non tutto è perduto. Il 30,34% dei voti di Trzaskowski sono simbolo di una Polonia che vuole cambiare, che non vuole essere più quella delle zone “LGBT free”, quella in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso è illegale. La Polonia vuole risollevarsi dalla deriva sovranista alla quale è abbandonata da tempo e Trzaskowski rappresenta questo cambiamento.

«Cambiare il Presidente in Polonia sarebbe un enorme primo passo verso un’Europa normale – dice Klementyna Suchanow, leader delle femministe e del movimento LGBTQ polacco a Repubblica – La campagna di odio contro noi LGBTQ sembra non bastare ai sovranisti per vincere. Temiamo che cancellino il ballottaggio con qualsiasi pretesto pur di non perdere il potere, ma restiamo ottimisti».

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