Attori etero per personaggi gay in Chiamami col tuo nome: Guadagnino difende la scelta del cast

Piovono critiche per “Chiamami col tuo nome”, la trasposizione cinematografica dell’omonimo libro diretta da Luca Guadagnino. Il regista siciliano è accusato di aver dato, durante la scelta del cast, una discreta rappresentazione degli attori facenti parte del mondo LGBT+ e di aver avuto un pudore eccessivo nella raffigurazione della nudità maschile.

Tema centrale del romanzo, e di conseguenza anche della pellicola, è la storia d’amore tra l’adolescente Elio e il giovane adulto Oliver, interpretati rispettivamente da Timothée Chalamet e Armie Hammer, entrambi eterosessuali. È l’orientamento sessuale dei due attori che fa storcere il naso a coloro che ritengono un ossimoro far calare nel ruolo di un personaggio omosessuale un attore, come Armie Hammer, che in realtà ha una moglie e dei figli.

«Ho letto troppo Freud per prendere sul serio questo tipo di critica, il che significa che onestamente non credo di avere il diritto di decidere se un attore è etero o no – ha replicato Guadagnino al quotidiano britannico The Indipendent – Chi sono io per sapere cosa qualcuno pensa di se stesso o di se stessa dentro di sé? Sì, Armie è un uomo etero con moglie e figli e lo stesso si può dire di Timothée. Ma chiedo loro di giurare sulla loro sessualità, sulla loro identità, sui loro desideri, prima di inserirli nel cast? Non lo faccio!».

Il regista ha continuato dicendo che gli attori dei suoi film non vengono assolutamente presi in considerazione in base al proprio orientamento sessuale o alla propria identità di genere, ma che l’unico requisito richiesto è che quell’attore rispecchi in toto la personalità, la spiritualità, l’interiorità di quel personaggio che si vive, come in questo caso, dapprima sui libri e poi attraverso la pellicola.

«Se dovessi fare il cast basandomi su quello che la gente reputi sia la cosa giusta per un ruolo, non sarei in grado di fare il cast. Non posso trovare un uomo gay per interpretare Oliver. Devo trovare Oliver per interpretare Oliver perché le identità degli uomini gay sono molteplici come i fiori nel regno della terra», ha affermato, appurando che «non c’è un’identità gay. Una persona che è gay è completamente diversa da un’altra persona che è gay».

Messa a tacere tale polemica, Guadagnino passa subito a fare da contraltare alle accuse rivoltegli dallo sceneggiatore del film, James Ivory, per la mancata nudità maschile frontale all’interno del film. «Nessuno che conosca il mio lavoro può dirmi con faccia seria che sono timido riguardo alla nudità maschile o femminile o ad altre forme di nudità di genere – ha affermato Guadagnino – quindi, la critica o la nota che James ha dato era, in un certo senso, priva di pragmatismo o di un rapporto con il film stesso. La mia domanda per lui è se questo film ha bisogno di una nudità maschile frontale completa. Non credo proprio. Non ne ha bisogno».