CummingSoon si fa vintage: recensione di eXposed con Carlo Masi

Cosa c’è di meglio da fare al rientro dalle vacanze se non vedere un porno? Per la nostra rubrica CummingSoon, questa volta ho optato per un prodotto Made in Italy, con un protagonista italiano d’eccezione: Carlo Masi. La Director’s cut – Bonus Scene di eXposed: The making of a legend è uno di quei porno da guardare mentre si cucina, per quanto è lungo. Una scena bonus della durata di 54 minuti. Roba da far impallidire La Corazzata Potëmkim.

Il film si apre con il nostro Carlo in veste di bartender che, in un bar semideserto e dal discutibile gusto in fatto di arredamento, asciuga boccali. Di fronte a lui un annoiato Zak Spears (che non è uno dei tanti parenti di Britney, ndr) sorseggia l’ennesimo bicchiere di birra, accorgendosi sbadatamente degli sguardi languidi che gli lancia il barista.

All’improvviso un colpo di scena: la porta si spalanca ed entra un cowboy avvolto dalla luce come un angelo o una guerriera sailor. Arriva, lascia una cintura con una fibbia decorata con la scritta COLT, come la casa produttrice del film, e poi sparisce.

Sono propenso a pensare che si trattasse di un emissario celeste, perché alla vista della cintura i due protagonisti sono colti da una divina frenesia e iniziano a baciarsi. Se c’è una cosa che piace fare a Masi, mi è parso di capire, è baciare. Baci lunghi, appassionati, non solo sulle labbra, ma su ogni centimetro di pelle del suo partner, compresa la fronte. Dai baci, che possiamo vedere come un antipasto, si passa rapidamente a mettere in bocca qualcosa di più sostanzioso e tra i due attori l’imbarazzo della scelta è tanto.

Credo che Spears debba essere decisamente bravo in quel campo, viste le continue smorfie che Carlo Masi aveva sul volto durante la performance orale. Di certo per il barista il rapporto con il cliente è più che soddisfacente, tanto che nel bel mezzo di un rapporto orale, Masi si lascerà sfuggire l’unica frase in italiano che sentiremo per tutto il film, vale a dire due bestemmioni.

Avendo esplorato i sapori del lato A, ora è il turno del bel B-side di Carlo Masi. Appoggiato al bancone, in un equilibrio che solo un muscle boy può mantenere, completamente nudo a parte sneakers e calzini, gode a pieno del rimming da fuori classe che Zak Spears gli pratica. Ma cos’è il rimming se non un apostrofo rosa tra le parole t’inc**o?

Con un preservativo comparso magicamente sul suo ragguardevole pene, Zak inizia a penetrare in una splendida alternanza di sesso selvaggio e premura, il giovane Masi che, come in una sessione di calisthenics, continua ad aggrapparsi al bancone senza avvertire nessun tipo di dolore. Il profilattico, così come magicamente è comparso, magicamente sparisce per essere sostituito da un secondo condom comparso tra le mani di Spears già spacchettato e pronto all’uso. Come se ci fosse la Fata Smemorina del sesso con loro.

Il sesso procede, tra facce sofferenti e compiaciute dei due, per culminare in una masturbazione a incrocio come tra due quindicenni. La dolcezza di questo ricordo adolescenziale continua fino alla fine. I due, decisamente spompati da quasi un’ora di attività si abbracciano teneramente.

In un repentino cambio di scena notiamo come Zak Spears si sia rivestito nonostante Masi sia abbracciato a lui come un koala. Probabilmente non è riuscito a trovare i suoi abiti, perché indossa quelli del cowboy smaterializzatosi nella scena iniziale. Tipico saluto col cappello e va via, lasciandoci congelare da un sorridente e soddisfatto Carlo Masi che ci fa l’occhiolino facendosi perdonare per averci fatto bruciare il brasato che stavamo preparando mentre vedevamo il suo film.

«Quella è stata la mia prima scena di sesso in assoluto – ci racconta Ruggero Freddi, vero nome di Masi – Il DVD era venduto solo in un cofanetto “Collection Edition” del film. Zak è stato molto affettuoso e premuroso nei miei confronti e abbiamo passato il giorno seguente a casa sua. Ho veramente un bel ricordo di quei giorni».

Freddi ci confida poi una curiosità. «La COLT Studio non tollerava l’uso di qualsiasi cosa che non fosse Viagra sul set – spiega – al punto che quando prima di iniziare, per aiutarmi a vincere l’imbarazzo, chiesi se potevo prendere un bicchiere di whisky dal bar per darmi coraggio mi fu detto di no». Non si trattava soltanto dell’imbarazzo della prima volta, ma anche di girare insieme a Zak: «Lui uno dei porno attori più longevo in assoluto. È stato nel circuito per anni e io ero un “astro nascente”, ovvio che fossi emozionato».

«È stata una scena lunghissima – prosegue – perchè ci hanno lasciato totalmente a briglie sciolte… Abbiamo fatto tutto noi, nessuna indicazione, eravamo così affiatati e spontanei, solo che per staccarci ci hanno dovuto tirare i secchi d’acqua gelata come ai cani (ride, ndr)».