L’intersessualità non è qualcosa da correggere: il brillante discorso di Susannah Temko

Oggi, 26 ottobre, ricorre la giornata internazionale della consapevolezza intersessuale, una ricorrenza istituita nel 1996 quando ci fu la prima storica manifestazione publica da parte di persone intersessuali a Boston, in occasione della conferenza annuale dell’American Academy of Pediatrics.

Lo scopo di questa giornata è quello di far valere, dal basso, i diritti di una delle minoranze sessuali più invisibilizzate da media e discriminate dalla società sin dalla nascita, quando molti bambini sono sottoposti – senza consenso e senza ragioni mediche – a interventi chirurgici per “normalizzare” il loro corpo rispetto al binarismo sessuale, ma anche in ambito sportivo dove rigidi parametri stabiliscono l’idoneità nel concorrere nella categoria femminile o in quella maschile.

L’intersessualità, infatti, non è necessariamente una questione di genitali, essa riguarda numerose possibili variazioni nelle caratteristiche sessuali, tra cui cromosomi, gonadi e ormoni sessuali che non corrispondono alle definizioni tipiche di corpi maschili o femminili. Ciò riguarda una percentuale fino all’1.7% della popolazione, ma nonostante ciò è molto raro trovare una testimonianza come quella di Susannah Temko, attivista intersessuale che parla di questo tema per esperienza diretta per TEDx.

Il discorso di Susannah Temko

L’attivista esordisce confidando di essere una fan di Harry Potter, Star Wars e X-Men da adolescente e che sognava di avere un superpotere, finché un medico non le ha riferito che facesse parte di «un gruppo di persone invisibili e incomprese». «Sono intersessuale: è questo il mio superpotere – afferma Temko – molti di voi non avranno mai sentito questa parola prima d’ora, ma quello che viene insegnato a scuola, che il sesso è binario, cioè solo “maschio” e “femmina” è incorretto. Come la maggior parte delle cose di questo mondo, è molto più complicato di così».

«La maggior parte di noi non sa di essere intersessuali – afferma Susannah – come gli X-Men, alcuni nostri tratti sono evidenti alla nascita e altri vengono fuori durante la pubertà. Quando scopriamo di essere intersessuali crediamo di essere gli unici al mondo. Nel mio caso, io ho cromosomi XY, che sono tipicamente maschili. Sono anche nata con le gonadi [maschili] anziché le ovaie».

Temko precisa di aver usato la metafora dei supereroi, ma che le persone intersessuali sono persone come tutte le altre. «Siamo in tanti, perché non ci vedete?» chiede al pubblico, spiegando come discipline che dovrebbero essere neutrali come la giurisprudenza e la scienza sono in realtà condizionate dai pregiudizi. Spiega poi come molti neonati, dopo essere sottoposti a degli interventi chirurgici ai genitali, da adulti non vengano messi al corrente della propria intersessualità o vengono istruiti al fine di tenere con sè il segreto sul proprio sesso.

Ci sono poi i problemi di una legge che categorizza le persone in maschi e femmine (si pensi ad esempio alle quote rosa), senza riconoscere né tutelare gli individui intersessuali, a meno che loro non si dichiarino transessuali e dunque scelgano di identificarsi legalmente in una delle due categorie. «Non sono qui per dirvi che le categorie di uomini e donne non esistono – afferma – ma il mondo è complesso. Possiamo decidere di vedere questa complessità come qualcosa di bello, oppure possiamo continuare a negare l’esistenza di questa complessità, mettere le persone in scatole artificiali, binarie, correggere ciò che non è sbagliato e stringere il nostro campo visivo».

Susannah lancia un appello ai legislatori chiedendo loro di tutelarli e di renderli visibili agli occhi della società, condividendo le loro storie e costruendo comunità. «Credo che le persone intersessuali possano ottenere uguaglianza – conclude – che possano essere viste, accettate e amate».