Vittorio Sgarbi contro il ddl Zan: «Pedofilia di Stato, impone l’omosessualità»

In un video colmo di disinformazione e argomentazioni fallaci, il personaggio televisivo – nonché deputato – Vittorio Sgarbi attacca il disegno di legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, rispondendo all’appello rivolto da Chiara Ferragni e Fedez al presidente della Commissione Giustizia, Andrea Ostellari, al fine di calendarizzare la legge.

Secondo il critico d’arte, le attività educative nelle scuole previste dal testo di legge sono equiparabili a una pedofilia di Stato, in quanto i più giovani andrebbero lasciati liberi di scoprire la sessualità da sè, senza dir loro che si può anche non essere eterosessuali o cisgender. «Insegnare ad essere indifferenti al sesso, quindi che essere eterosessuali ed essere omosessuali è la stessa cosa, è una violenza – sostiene – Uno deciderà quando ha sentito cos’è dentro di sè cosa fare della sua vita, diventando serenamente omosessuale. O essendo serenamente omosessuale».

«Stare con un uomo o con una donna non è la stessa cosa – aggiunge – E io non auguro a voi, che vostro figlio diventi omosessuale, o diventi eterosessuale, perché qualcuno glielo ha insegnato. Se tu stabilisci che un’attività formativa ti dica che essere omosessuale o eterosessuale è la stessa cosa, non soltanto hai superato dei valori morali, quelli cristiani, ma hai fatto credere a un ragazzo che quello che è il suo istinto è superato dalle regole, quelle che voi volete».

Un discorso che fa acqua da tutte le parti. Insegnare a un bambino o a una bambina che non esiste soltanto l’affettività tra un uomo e una donna, non significa imporgli l’omosessualità ma insegnargli a rispettare il prossimo, un messaggio che dovrebbe rispecchiare a pieno i valori morali cristiani. Non sarà questo a plasmare il suo orientamento sessuale o la sua identità di genere.

È sufficiente leggere il testo della legge per rendersi conto quanto quello che sostiene Sgarbi sia lontano dagli obiettivi della legge. Ed è lo stesso relatore del ddl alla Camera a rispondergli. «Lo stato di confusione mentale di Sgarbi non può giustificare la diffusione di menzogne tanto gravi e pericolose sulla legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo – scrive l’on. Alessandro Zan in un post – Blaterare di “pedofilia di Stato” è criminale».

«Sono passati 50 anni e ancora continuano a paragonare le persone Lgbt ai pedofili – commenta il giornalista Simone Alliva – Sì, sarà una boutade, Sgarbi fa Sgarbi e quello che volete. Ma sono stanco marcio di sentire queste stronzate umilianti e degradanti su di me sui miei amici».