foto di: Verdi OFF (Instagram)

Leghisti parmensi sbigottiti per Giuseppe Verdi Queer: interrogazione al Ministro della Cultura

A Parma un volantino in cui Giuseppe Verdi è rappresentato con seno e indumenti femminili ha scatenato le ire dei senatori della Lega. L’immagine che ha creato il trambusto è quella presente sul flyer di una delle prove dell’opera Un ballo in maschera. Nella grafica si vede, infatti, il celebre compositore mentre indossa abiti tipicamente femminili e in una posa che evidenzia il seno.

Nella Queer Night in cui si terrà la prova, si legge nell’invito all’evento, si affronteranno le tematiche dell’identità di genere e del travestimento. In occasione del Festival Verdi, infatti, Verdi OFF ha deciso di dedicare un’intera serata allз spettatorз under 30, lasciando fuori ogni tipo di convenzione o stereotipo.

«Vestiti nel modo che più ti rappresenta o che rappresenta la parte di te che generalmente resta nascosta – scrive Verdi OFF – Vivi le emozioni di una notte unica».

I senatori leghisti: «Un’immagine priva di rispetto per Verdi»

I senatori parmigiani della Lega, Maria Gabriella Saponara e Maurizio Campari, tuttavia, non hanno gradito la rappresentazione di Verdi. «Senza voler entrare nel merito dell’iniziativa – sostengono Saponara e Campari – non è sopportabile vedere Giuseppe Verdi rappresentato in un tale modo. Un’immagine fortemente offensiva per il Maestro, priva di rispetto e decoro».

Lз senatorз, inoltre, hanno fatto presente di aver rivolto un’interrogazione al Ministro della Cultura in merito all’utilizzo “improprio” dell’immagine di Verdi. Secondo i leghisti, infatti, la rappresentazione di Un ballo in maschera, sarebbe solo «il pretesto per mettere in scena il tema dell’identità di genere e del travestimento. Un piccolo Pride all’interno del Festival Verdi: un utilizzo strumentale a fini meramente ideologici davvero inaccettabile».

La replica del Festival Verdi

«La Queer Night vuole rendere omaggio alla modernità di Verdi, che è sempre stato uomo e artista anticonformista per eccellenza – ha replicato Anna Maria Meo, direttrice generale del Regio di Parma e direttrice artistica del Festival Verdi – La festa mascherata è evento comunicativo che tra i suoi obiettivi ha quello di coinvolgere le comunità più giovani e che frequentano meno l’opera».

Anche il libretto scelto, quello originale, è un inno alla modernità. Prima dell’aspro intervento dei censori pontifici, infatti, l’opera affrontava il tema dell’omosessualità. Un ballo in maschera, infatti, era originariamente ambientato in Svezia, alla corte di re Gustavo III notoriamente attratto dagli uomini. Questa versione di Graham Vick, inoltre, vede la presenza di un personaggio en travesti, Oscar, che ha un forte legame affettivo col virilissimo Ankastrom.

«La colpa grave sarebbe rappresentare l’arte nelle sue varie sfaccettature, anche più moderne e antinconformiste – sostiene il sindaco e presidente della Fondazione Teatro Regio Federico Pizzarotti – La Lega e i suoi senatori, ancora una volta, hanno dimostrato che non conoscono il senso della libertà e la bellezza, senza gabbie, dell’arte».

 

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