Creò un gioco dove bisognava sparare alle persone LGBT+, oggi è candidato con la destra

Canada, terra di opportunità e paese noto per essere uno dei più “friendly” al mondo. Ma esistono sempre le eccezioni. È qui che entrerebbe in gioco Mario Greco, insegnante di scuola superiore e aspirante politico di destra, più esattamente del “People’s Party”. Il candidato è balzato alla cronaca per aver creato, quando era uno studente, un videogame dal nome “Happy Culture Shootout”. Uno shooting game in cui l’obiettivo è attaccare diversi personaggi culturalmente stereotipati. Tra i quali, quindi, troviamo un gruppo di persone LGBTQ+ ad un classico Pride.

Il gioco, secondo l’aspirante politico, non ha alcuna natura violenta né discriminatoria. «Non stanno morendo nel gioco. Nessuno muore in questo gioco, non c’è una singola a morire in “Happy Culture Shootout” – spiega alla testata canadese PressProgress – I miei amici e io amiamo le persone e le culture di tutti i tipi. Questo, quindi, include delle battute razziste innocue (sic!). Questo gioco era inteso a mettere in luce quanto stupidi siano gli stereotipi culturali. In modo da poterci ridere sopra e andare avanti con le nostre vite».

Oltre a ciò, Greco, ha anche dichiarato che i suoi amici hanno trovato il livello queer «esilarante» e «in alcun modo razzista». Come se l’opinione degli amici stretti del creatore di un gioco, fossero sempre sinonimo di garanzia di qualità. Ovviamente, il creatore se l’è subito presa con chi si fosse sentitə offesə dal contenuto del gioco. «Le persone possono credere quello che vogliono dei pezzi d’arte (sic!) – ha precisato – Al giorno d’oggi, tutto può essere percepito come razzista».

Non si tratta di un caso isolato. PressProgress ha fatto qualche ricerca, facendo emergere degli elementi non proprio felici riguardo Mario Greco. In primis, un altro dei livelli di “Happy Culture Shootout”, a tema ebraico, è stato cancellato dopo alcune contestazioni. Inoltre, la testata canadese ha anche trovato molte altre situazioni problematiche relative all’autore del videogame. Si pensi, anche solo, a un tweet in cui si riportava un disegno di Pepe the Frog, con relativa referenza all’immaginario paese del Kekistan, entrambi simboli dei troll della destra estremista.