Ambasciata USA espone una bandiera arcobaleno nel centro di Mosca

Quale potrebbe essere il miglior gesto simbolico per contestare uno dei Paesi più omofobi? Appendere e lasciare sventolare la bandiera dell’orgoglio LGBT, durante il Pride Month, alla sede dell’ambasciata USA a Mosca, è sicuramente un’ottima idea!

Questa iniziativa, con la bandiera arcobaleno che ora sventola a fianco a quella stelle e strisce, arriva nel momento in cui i russi si preparano ad andare a votare una serie di emendamenti costituzionali tra i quali, troviamo la definizione di matrimonio come «unione tra uomo e donna».

«I diritti della comunità LGBT+ sono diritti umani e, quindi, diritti universali – scrive l’ambasciata statunitense in un post su Instagram – Il mese del Pride è importante per ricordare che chiunque merita di vivere una vita libera dall’odio, dal pregiudizio e dalla persecuzione».

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Сегодня посольство США в России чествует Флаг Гордости ЛГБТИ🏳️‍🌈во время празднования #PrideFlagDay. Флаг  ЛГБТИ был создан американским художником и активистом Гилбертом Бейкером и впервые был поднят 25 июня 1978 г. во время парада Gay Freedom Day в Сан-Франциско. «Символ радуги был взят из самой ранней истории человечества как символ надежды», – писал Бейкер в своих мемуарах «Воин радуги» (Rainbow Warrior). Он хотел донести свое убеждение в том, что сила общества в разнообразии. Права ЛГБТИ – это права человека. Права человека универсальны. Месяц гордости призван подчеркнуть, что каждый человек заслуживает того, чтобы жить жизнью, свободной от ненависти, предубеждений и преследований. #Pride2020 #LGBTI #HumanRights #EqualProtection #PrideFlagDay #rainbowflag

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Il voto ai vari emendamenti è cominciato Giovedì e, per quanto riguarda la definizione piuttosto eteronormativa di matrimonio, essa è stata approvata dalla Corte Costituzionale russa a Marzo ma con l’appunto, da parte della stessa, al «rispetto di tutte le differenze, comprese quelle relative all’orientamento sessuale».

Le risposte dalla controparte, ovviamente, non sono tardate ad arrivare: Dmitry Peskov, il portavoce del presidente russo, ha affermato come dal Cremlino non si veda l’ambasciata americana ma che, comunque, «ogni forma di propaganda di una minoranza sessuale non tradizionale, o simili, non sono permesse dalla legge dello stato russo». E chi glielo dice a Peskov adesso che, secondo la Convenzione di Vienna, quella bandiera non può essere in alcun modo sequestrata o requisita?

Altra risposta, carica di sarcasmo e omofobia, è arrivata poco dopo dal Ministero degli Esteri che ha replicato con un video della canzone El Bimbo, che include scene dal film Scuola di Polizia. Nella pellicola, uno dei luoghi ricorrenti era il bar Blue Oyster, classica rappresentazione stereotipata di un leather-bar, in cui i clienti del bar si trovavano spesso a ballare sulle note di El Bimbo con alcuni dei protagonisti della commedia.

Accanto al video una semplice didascalia, ma contenente un attacco omofobo nei confronti dello stato americano: «Ecco qualcosa per tenervi in un mood gioioso e gaio in questo momento difficile per l’America la cui idea era di ritornare ad essere la più grande potenza al mondo».

Seccata anche la reazione di Vitalij Milonov, deputato della Duma (la camera bassa del parlamento russo), che su Facebook ha scritto: «Oggi l’ambasciata americana in Russia onora la bandiera dell’orgoglio Lgbt. Questa azione di sconosciuti dipendenti della missione diplomatica ha scioccato me e migliaia di altri russi: nel cuore del nostro paese, nel centro di Mosca, è stato dimostrato uno dei principali simboli di propaganda delle relazioni sessuali non tradizionali».