Foto: Mahmood/Instagram

Mahmood vorrebbe duettare con Carmen Consoli e parla di Guè Pequeno

In un’intervista per FQMagazine, Mahmood rilascia delle nuove dichiarazioni che, dopo le sue controverse posizioni sull’utilità del coming out, sono destinate a spaccare la comunità LGBT+, ma allo stesso tempo auspica una collaborazione che farebbe piacere al pubblico queer.

A proposito di quest’ultima, l’intervistatore sottolinea come le sue precedenti featuring siano solo con uomini – da Fabri Fibra a Massimo Pericolo – e che mai abbia collaborato con una donna. «Arriva è solo questione di tempo… – assicura il cantautore – Però consideriamo che è solo un anno che faccio tutto questo e sino ad ora mi sono state date delle grandi possibilità per collaborare con persone e colleghi importanti. Quindi aspettiamo con calma, quando riuscirò ad avere più i controllo e tempo della situazione arriverà il pezzo giusto per duettare con una donna».

Aggiunge, poi, che gli piacerebbe duettare con Carmen Consoli: «Sono un suo grande fan e l’ascolto da sempre. Per me è una icona del cantautorato italiano». Anche la Cantantessa, indiscussa icona gay, è stata, in passato, criticata per alcune sue dichiarazioni su temi LGBT+. «Un figlio è meglio farlo con un marito ed è meglio dare a un bambino una famiglia, anche omogenitoriale, anche se io sono per la famiglia tradizionale», disse due anni fa al settimanale 7.

Mahmood parla poi di Elodie, per la quale ha scritto il brano sanremese Andromeda, circa gli attacchi ricevuti dall’artista sui social in seguito ad alcune sue dichiarazioni su Salvini. «La verità è che questi social sono un’arma a doppio taglio – sostiene Alessandro – Io sono il primo che li utilizza, ma perché devo anche lavorare su quei canali, però la cosa negativa è che comunque in questi ultimi anni si è creato un cortocircuito. Tutti devono trovare il lato negativo delle cose, il dover giudicare e criticare sempre e prescindere. Anche il politically correct credo stia prendendo una piega un po’ ‘bad’, brutta nel senso che non si può fare né dire più nulla».

A tal proposito, il cantautore cita le polemiche che hanno riguardato il suo amico Guè Pequeno. «In questo caso si parlava di politica – afferma – ma le critiche si riversano anche sul lato artistico. Come, ad esempio, quando il Guè ha parlato di diversi artisti, ha espresso solo un suo punto di vista».

Ma ricordiamo cosa disse l’ex giudice di The Voice of Italy nella più recente polemica parlando di Ghali: «Io non sono assolutamente razzista, tantomeno omofobo, però un rapper che si veste da da donna e utilizza la borsetta mi fa ridere, che poi almeno fosse gay». Sebbene Mahmood non faccia esplicito riferimento a questa dichiarazione, che è però quella che ha avuto più eco e che è stata riportata da FQMagazine come nota della redazione, risulterebbe discutibile ridurre a “punto di vista” un’affermazione così pregna di stereotipi di genere.

L’autore di Rapide non sarebbe l’unico, tuttavia, ad aver fatto scudo nei confronti di Guè Pequeno. Prima di lui Costantino della Gherardesca precisò in un post Facebook che il “Frank Sinatra del rap” «non è omofobo», all’indomani della polemica sui social network. Come se le persone si dividessero in omofobi e non omofobi e non siano invece, singolarmente, le nostre azioni e le nostre dichiarazioni ad essere sbagliate, anche se abbiamo “tanti amici gay”.