Fasano, coppia gay in viaggio di nozze derisa dal personale di un resort

Dopo essersi uniti civilmente la scorsa settimana, i padovani Marco Fiorenzato e Denis Caraman, hanno scelto di trascorrere il proprio viaggio di nozze in Puglia, soggiornando presso un prestigioso resort a Fasano, in provincia di Brindisi. Peccato che la vacanza, che sarebbe dovuta essere quella da sempre sognata, si sia trasformata in un incubo quando sono stati vittime di un gesto omofobo durante una cena a bordo piscina.

«Pensavo di essere in un piccolo paradiso – racconta al Mattino di Padova una delle vittime – ma nonostante la cura dei dettagli, il personale evidentemente è poco selezionato e omofobo: siamo stati derisi dai camerieri, e lo chef ha disegnato con la salsa la forma di un pene nel piatto». Sembra superfluo dire che i due sposi novelli si siano sentiti umiliati e offesi da questi gesti canzonatori, tanto da denunciare il resort in cui si trovavano.

«Il Presidente Emiliano ha stigmatizzato quanto denunciato e contattato stamane gli sposi e la struttura in questione – ha commentato la notizia Titti De Simone, consigliera politica del Presidente della Regione Puglia – Nella Puglia governata dal centrosinistra non c’è cittadinanza per queste azioni, per fortuna isolate. La Puglia è accoglienza e per questo siamo diventati una meta internazionale».

«Se per caso dovesse scapparvi da ridere – scrive l’associazione pugliese Mixed LGBTI – evidentemente è perché non avete mai sentito bruciare nel petto la rabbia nei confronti di chi vi deride per chi siete o per chi amate. Vedere un momento così romantico rovinato dall’ignoranza e dallo scherno altrui è davvero squallido e mortificante».

Il personale omofobo sarebbe stato allontanato dalla struttura, magra consolazione per i due uomini che si sono vista rovinare la vacanza dal bullismo omofobico che non ci sarebbe dovuto essere all’origine.

Aggiornamento delle 20:20

La situazione in questione si fa più spinosa. Mentre da un lato il resort (di cui preferiamo non fare il nome in quanto non ci interessa condannare la struttura ma l’eventuale gesto omofobo) nega l’accaduto, uno dei ragazzi coinvolti continua a sostenere la propria regione dei fatti.

Secondo il resort i ragazzi avrebbero avanzato una richiesta di soggiorno gratuita a seguito del presunto caso di omofobia. Una volta vistasi negata questa possibilità avrebbero allertato i media facendo cattiva pubblicità alla struttura. La direzione del posto, inoltre, afferma di aver indagato sull’accaduto con tutto il personale, che ha negato qualsiasi atteggiamento omofobo nei confronti degli ospiti. Il resort, inoltre, ribadisce di non aver inviato nessun messaggio di scuse ai ragazzi.

Diametralmente opposto il punto di vista di uno dei due ragazzi coinvolti, con cui ci siamo messi in contatto per chiedere spiegazioni. Secondo Denis, infatti, il soggiorno presso il resort era stato pagato in anticipo e gli extra saldati al momento del check out. Per il neo sposo non avrebbe avuto, dunque, senso inventare un caso di omofobia e afferma che le scuse da parte della struttura ci sono state, ma sono state ritirate una volta che la storia ha avuto un’eco mediatica. Entrambe le parti discuteranno la questione nelle sedi opportune, essendosi già messe in contatto con i rispettivi legali.