Discovering Tarantina: la vita dell’ultimə dei femminielli diventa un film

La vita di Tarantina, l’ultimə dei femminielli di Napoli, diventa un film: il documentario a puntate Discovering Tarantina approda su Instagram.

Girato dal reporter indipendente Vincenzo Metodo, il documentario entra nella vita quotidiana di Tarantina seguendola in un percorso di (ri)scoperta di se stessa. «La storia che state per vedere – si può leggere nelle prime scene del film – non interessava ai miei editori, a nessun produttore o giornale a cui l’ho proposta. Probabilmente interesserà a meno della metà di chi mi segue qui».

«Ho deciso di creare questo format su Instagram – ci rivela il regista – perché ormai nel giornalismo si è persa la tendenza a cercare belle storie. Il giornalismo si concentra sempre su quello che fa rumore, non su chi sta in silenzio. Spesso anche chi vive semplicemente la propria vita lancia dei messaggi di libertà molto importanti. E quella di Tarantina è una vita ricca di significato».

Né uomini né donne, quella dei femminielli è un’identità di genere a sé stante che non si riconosce totalmente nella definizione moderna di transgender. Già riconosciuta in tempi antichi, col tempo la figura del femminiello è diventata parte integrante della cultura partenopea, fino ad assumere un ruolo quasi magico-propiziatorio. Il femminiello porta fortuna, trasmette energie positive ai bambini appena nati e fa vincere alla tombola.

Ma Tarantina è anche altro, tanto altro. «È una persona che ti dà una serie infinita di input – ci rivela Vincenzo – Parlare con lei è come cadere in un pozzo senza fondo pieno di aneddoti e storie, tanto che nella fase di editing è stato molto difficile decidere cosa tenere e cosa no. Per me Tarantina era una sconosciuta. Essere catapultato nella sua vita è stato un fulmine a ciel sereno e io mi sono completamente perso nel suo mondo».

«Penso che sia il tempo che dedichi alle storie che racconti a dare loro significati molto più importanti – prosegue – Quello che ho passato con lei mi ha regalato delle sfumature che nessun altro tipo di approccio giornalistico avrebbe potuto darmi. Raccontare la sua storia è importante perché è molto peculiare. Penso che da questa specificità possano venirne fuori degli insegnamenti universali».

Il primo episodio è ambientato nei Quartieri Spagnoli, dove Tarantina vive da anni in un “vascio”, la tipica abitazione con ingresso diretto alla strada. Qui ogni mattina prepara il caffè per chiunque voglia fermarsi per un minuto o anche più a chiacchierare alla sua finestra. «Signò, vulit’ nu poc’ e caffè? – urla Tarantina a chiunque si trovi nelle vicinanze della sua casa – Venit’ jà». Perché il caffè è socialità, ritrovo, compagnia. Il caffè è un modo per conoscere e farsi conoscere. «Hai visto il mio regno? – chiede Tarantina nelle ultime scene dell’episodio quasi a invitarci a seguirla – Questa è la mia casa. Napoli è questa».