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Rugby, Levi Davis fa coming out come bisessuale: «Nasconderti può ucciderti»

Levi Davis, rugbista 22enne, ha deciso di uscire allo scoperto dichiarando pubblicamente la propria bisessualità in una toccante intervista al Mail on Sunday.

Il giocatore racconta di aver fatto coming out con i suoi ex compagni di squadra del Bath in aprile, con un messaggio su un gruppo Whatsapp. «Ciao ragazzi. Voglio solo dirvi una cosa che mi sta divorando dentro da quattro anni – recitava il testo del messaggio – Voglio essere franco e onesto con voi, come amico e come compagno. Io sono bisessuale. Lo so da quando avevo 18 anni». Per alleggerire poi la tensione, racconta il rugbista, ha poi concluso con «Nessuno di voi è nel mio radar… quindi va tutto bene».

Fondato nel 1865 e incoronato sei volte campione della Premiership, il Bath è uno dei club di rugby più famosi al mondo e i suoi giocatori, dirigenti e allenatori «hanno risposto in modo sorprendente» all’ammissione di Levi. E nei mesi precedenti, quando, tormentato dal suo segreto, il suo comportamento e la sua salute mentale si deterioravano, erano lì anche loro per sostenerlo.

Quando finalmente è emersa la verità, il sostegno è rimasto, anche se i suoi compagni di squadra non si sono risparmiati le battute negli spogliatoi. «Questo mi solleva – dice Davis – Se fossero stati troppo teneri, mi sarei preoccupato. Sono ancora un giocatore di rugby, dopotutto!».

Sono passati 11 anni da quando l’ex capitano del Galles Gareth Thomas ha rivelato di essere gay. A quel punto, si era ritirato dal calcio internazionale e all’epoca disse: «Mi piacerebbe che, tra dieci anni, non fosse nemmeno un problema nello sport». Ma nel decennio successivo, solo un altro giocatore ha fatto coming out, e solo quando la sua carriera stava volgendo al termine.

Levi è quindi il primo giocatore professionista di rugby ancora in attività a fare una dichiarazione simile e il primo a rivelare di essere bisessuale. Né i suoi amici intimi, «salvo forse uno o due», né la sua famiglia ne avevano la minima idea del suo orientamento sessuale, racconta. «Sono tutti preoccupati per me, ovviamente, e posso capire perché – dice – A volte sento che sarebbe più facile se fossi gay e nient’altro. Allora potrei identificarmi e sarebbe più facile da spiegare. Così com’è, sono in una specie di limbo».

Il giocatore racconta di essersi trovato di fronte al grande problema della bi-cancellazione. Anche all’interno della comunità LGBT+, infatti, i bisessuali sono spesso fraintesi. Come riconosce Davis, alcuni sostengono addirittura che la bisessualità non esiste, un’opinione spesso espressa da coloro che credono che i bisessuali stiano semplicemente per diventare gay.

«Sento che se dovessi avere una relazione con una donna, la gente direbbe: “Oh, non è veramente bisessuale” – afferma il rugbista – Allo stesso tempo, la donna potrebbe pensare che, dato che sono bisessuale, la mia attenzione non sarà su di lei. E se fossi in una relazione con un uomo, la gente penserebbe: “Non è bisessuale, è gay”. Eppure niente di tutto questo è vero. Penso di essere attratto dalla persona, non dal sesso».

Ora Levi si sta preparando a incontrare i suoi nuovi compagni di squadra dell’Ealing per la prima volta da quando ha reso pubblico la sua sessualità. «Sarò nervoso la prima volta che li vedrò al club, ma dopo il primo giorno scomparirà», prevede. Un ottimismo che ha caratterizzato tutto il percorso di accettazione di Davis. «Anche nelle profondità più oscure, ho sempre pensato di essere destinato a cose buone e che in qualche modo ce l’avrei fatta – racconta – Nascondere chi sei può finire per ucciderti, ma non è stato così».

A chiunque altro in una posizione simile alla mia, che è sul punto di dirlo alla gente, dico: «Tira via il cerotto e fallo – conclude – Ce ne sono sicuramente altri là fuori nel rugby. In questo momento, mi sento così libero. Sono davvero, davvero felice che questo sia venuto fuori e possa essere finalmente me stesso».