Sintomi depressivi e omofobia interiorizzata: uno studio sugli effetti delle terapie riparative

Nuovi studi sulle terapie riparative vanno ad arricchire una letteratura scientifica dalla quale emerge sempre con una maggiore evidenza la loro pericolosità: dal rischio di suicidio nei giovani fino agli effetti sulla salute psicologica che permangono anche in età adulta.

L’ultima ricerca è stata condotta da un gruppo di 11 ricercatori presso diverse università statunitensi e pubblicata recentemente sulla rivista scientifica The Gerontolist, con il titolo Lifetime Exposure to Conversion Therapy and Psychosocial Health Among Midlife and Older Adult Men Who Have Sex With Men.

Lo studio si è posto l’obiettivo di valutare l’effetto delle esperienze di terapia di conversione sulla salute psicosociale di MSM (uomini che hanno rapporti con altri uomini) di mezza età e anziani. Il campione preso in esame è quello di 1.156 uomini gay, bisessuali e altri MSM statunitensi di età superiore ai 40 anni, con una media di 63 anni, i cui dati sono stati raccolti tra il 2016 e il 2019. Di questi, il 15% ha raccontato di essere stato sottoposto in passato a una terapia riparativa, il 30% dei quali senza la propria completa volontà.

Gli scienziati hanno studiato le associazioni tra l’aver avuto un’esperienza di terapia di conversione con i sintomi depressivi attuali, l’omofobia interiorizzata, lo stress post-traumatico e le condizioni psicosociali. Dall’analisi è emerso che gli uomini esposti alle terapie terapive hanno maggiori probabilità di avere sintomi depressivi e omofobia interiorizzata rispetto alla media. In particolare, essi hanno il doppio delle probabilità di riportare un problema psicosociale rispetto a chi non si è mai sottoposto a una terapia riparativa. Il rapporto aumenta ulteriormente, arrivando a 2.5, se si considera la probabilità di riportare due o più problemi psicosociali.

Lo studio conferma dunque la pericolosità di una pratica che rimane ancora legale in gran parte del mondo, compresa l’Italia. In una recente indagine condotta da NEG Zone, si tratta di un fenomeno ancora fortemente presente nel nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda i più giovani, che si ritrovano alle prese con esorcismi e altre pratiche medievali.

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