«Nemmeno io avrei voluto un figlio come te»: minorenne trans scappa da una comunità

Un ragazzo trans minorenne ha raccontato di essere stato maltrattato in una comunità d’accoglienza minori in Romagna. L’ennesimo caso di transfobia è stato denunciato su Facebook da Christian Leonardo Cristalli, presidente dell’associazione Gruppo Trans.

Contattato nella notte tra il 2 e il 3 Novembre, l’attivista trans è venuto a conoscenza della situazione del giovane e della sua presenza alla stazione di Bologna, senza un posto dove stare. «Il ragazzo aveva chiesto aiuto attraverso un gruppo Facebook – ha rivelato il presidente raggiunto telefonicamente da NEG Zone – Appena ho saputo la notizia sono corso a soccorrerlo».

«Nemmeno io avrei voluto un figlio come te, transessuale», «I tuoi genitori hanno fatto bene»: sono solo alcune delle frasi violente che il personale della struttura avrebbe detto all’adolescente, secondo il suo racconto. Un posto che sarebbe dovuto essere un rifugio e salvare Z. dalle violenze fisiche del padre, e che invece si è trasformato in un inferno per il ragazzo.

Oltre ad aver riportato alcune violenze verbali da parte del personale, infatti, il ragazzo ha raccontato di essere stato vittima di emarginazione da parte delle ragazze ospitate dalla stessa struttura, esclusivamente destinata a donne. Non era la prima volta che Z. tentava la fuga. Quel che è più sconcertante è che sarebbe stato un operatore della comunità a permettergli di uscire augurandogli “buona fortuna”.

Nonostante il forte desiderio da parte del ragazzo di essere aiutato dall’associazione Gruppo Trans, però, nulla si è potuto fare se non dare conforto verbale. «La legge in caso di minorenni – spiega il presidente – mi obbliga a contattare le autorità e i servizi sociali». Cristalli, pertanto, ha accompagnato il giovane presso il dipartimento di Polizia di Stato più vicino, dove è stato interrogato per circa 8 ore.

Z. è stato collocato provvisoriamente in una struttura femminile in cui permarrà per circa due settimane. Nel frattempo la struttura in cui si trovava e gli educatori sono stati segnalati, affinché si proceda con le dovute indagini. «Lo abbiamo accompagnato in tutti i passaggi – dichiara Cristalli –  spiegando bene la necessità di trovargli una struttura mista in quanto persona trans, insieme alle migliori pratiche da adottare. In questa nottata straziante, la gentilezza che abbiamo trovato in queste persone in questo dipartimento è stata straordinaria. Quello che è certo è che si dovrebbero creare dei centri d’accoglienza per minorenni LGBT+ con del personale adeguatamente formato. Insisterò con le istituzioni affinché questo accada al più presto».