Il paradiso gay in Chiesa nell’affresco dietro l’altare: «Siamo orgogliosi!»

La Chiesa di Svezia, principale confessione cristiana del Paese scandinavo, continua a promuovere l’inclusione di persone LGBT+ al suo interno con un affresco che raffigura un Eden popolato da omosessuali. “Paradise” – questo il nome dell’opera dell’artista lesbica Elisabeth Ohlson Wallin – è stata realizzata proprio alle spalle dell’altare della Chiesa di San Paolo a Malmö ed è stata svelata ai fedeli in occasione ieri, in occasione primo giornod dell’Avvento.

La parrocchia ha dichiarato che «È con orgoglio e gioia che accogliamo “Paradise” nella Chiesa di San Paolo. Abbiamo bisogno di immagini che si aprano per una maggiore inclusione e identificazione nella Chiesa. Siamo grati all’abilità di Elisabeth, che ci consente di costruire una Chiesa credibile che dimostra che tutti, indipendentemente da chi amiamo e identifichiamo, avremo un posto in Paradiso».

«Domenica, la storia è scritta – ha aggiunto la pastora Helena Myrstener con un tweet – L’unica pala d’altare LGBT della Svezia (Elisabeth Ohlsson Wallin) viene accolta nella chiesa di San Paolo a Malmö… Siamo così felici e orgogliosi!», scatenando l’ira dei conservatori.

Gli hater omofobi contro il paradiso gay

«Non si tratta di valori cristiani – accusa un utente rispondendo al tweet – ma solo di attivismo politico. Vergognoso!». A questo commento se ne aggiungono altri, come «I responsabili dovrebbero essere scomunicati» e «Padre perdonali perché non sanno quello che fanno». e non mancano le offese all’opera da parte di utenti italiani, con l’emoji tricolore e la foto profilo di un gatto: nemmeno la lingua straniera è riuscita a ostacolare i loro impulsi omofobici.

L’inclusività della Chiesa di Svezia

La Chiesa di Svezia, che fa riferimento al luteranesimo, si è dimostrata molto progressiva riguardo ai diritti LGBT: alle persone omosessuali è consentito sposarsi dal 2009. Due anni fa, al clero di questa confessione cristiana è stato indicato di smettere di riferirsi a Dio usando pronomi maschili, a favore di un linguaggio più inclusivo. Lo stile di vita dei pastori è inoltre totalmente differente da quello dei sacerdoti cattolici, come è stato dimostrato dal prete che fa crossfit, diventato questa estate un fenomeno mediatico internazionale.

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