La cantautrice e violinista transgender H.E.R. è la prima vincitrice di Musicultura 2020

La cantautrice transgender H.E.R. è la più votata delle prime due vincitrici del concorso Musicultura 2020. Il suo brano contro il razzismo Il mondo non cambia mai è stato, infatti, quello che gli utenti Facebook hanno preferito tra i 16 proposti da Musicultura e garantirà alla cantautrice pugliese l’accesso alla finalissima del Festival della canzone popolare e d’autore.

Per aggiudicarsi il premio finale di 20mila euro, H.E.R. dovrà sfidare nuovamente nell’Arena Sferisterio di Macerata la siciliana Miele, seconda classificata con il brano Il senso di colpa, e gli altri 6 vincitori dell’edizione 2020, indicati da Musicultura e dal Comitato Artistico di Garanzia, esibendosi insieme ai big della canzone italiana e internazionale.

H.E.R, nome d’arte di Erma Pia Castriota, è stata la prima cantautrice italiana transgender ad aver effettuato un intervento chirurgico di riassegnazione del genere. La cantautrice e violinista foggiana vanta un curriculum popolato da importanti collaborazioni nel mondo della musica e del teatro. Tra queste spiccano quelle con Dalla, Rettore, Fiordaliso, Morrisey, Battiato, ma è quella con Teresa De Sio, da lei definita «meravigliosa brigantessa nella vita e nell’arte», quella a cui l’artista tiene di più. «È una persona con la quale ho condiviso tanto – si legge nella sua intervista per il blog di Musicultura – anche se abbiamo smesso di lavorare insieme è sempre nel mio cuore»

Il mondo non cambia mai non è il primo brano che la cantautrice presenta al concorso musicale. Nel 2001, infatti, H.E.R. aveva proposto all’allora Premio Recanati Il mio nome susicitando l’interesse degli addetti ai lavori, «ma la grande televisione – dice – forse non era pronta ad accogliere una figura ‘inquietante’ e senza definizione come la mia».

Il brano in gara quest’anno è un folk verace, con suoni taglienti che «parla della difficoltà di molta gente ad accogliere “l’oltre” perché spesso l’identità collettiva si rafforza nell’esclusione di chi non la pensa nello stesso identico modo». Lo stesso verso «io con quelli come me, tu con quelli come te, loro con quelli come voi e il mondo non cambia mai», ripetuto incessantemente come un mantra nella canzone invita ad abbandonare le diffidenze dettate dal pregiudizio per essere più inclusivi.

«Fare di una canzone uno strumento ‘resistente’ per scuotere l’opinione pubblica su un tema sempre attuale come il pregiudizio e il razzismo mi rende davvero fiera oltre ogni aspettativa – confida l’artista pugliese al magazine San Marco in Lamis – È una vittoria che va oltre quella personale e coincide con il 28 giugno a ben 51 anni dai moti di Stonewall. Il mondo non cambia mai? No! Forse è già cambiato!».