L’orientamento sessuale dei genitori non incide sulla psicologia del bambino: lo dice uno studio italiano

La comunità scientifica è ormai concorde sul fatto che l’omogenitorialità non comporti alcun rischio per il benessere psico-fisico del bambino, grazie ai numerosi contributi della letteratura dovuti all’aumento significativo del numero di nuclei familiari composti da genitori omosessuali. Ma ora c’è un nuovo studio italiano a dimostrarlo.

Una ricerca condotta da un grupo di ricercatori dell’Università del Salento e dell’Università della Svizzera Italiana, apparsa recentemente sulla rivista scientifica Life Span and Disability, ha esplorato la relazione tra fiducia di coppia, stress genitoriale e capacità di resilienza dei figli delle cosiddette famiglie tradizionali e delle famiglie arcobaleno.

Coerentemente con quello che emerge dalla letteratura scientifica internazionale, i risultati hanno messo in luce come, a prescindere dal nucleo genitoriale di appartenenza, la fiducia tra partner sia positivamente associata e predica la capacità di resilienza del bambino, a differenza dello stress che sembra avere un impatto negativo.

Ma, soprattutto, nell’articolo in questione – dal titolo The Effect of Dyadic Trust and Parental Stress on Children’s Resilience in Heterosexual and Homosexual Couples – i ricercatori evidenziano come non sia la tipologia della famiglia (eterogenitoriale o omogenitoriale) a essere un fattore di rischio per il funzionamento della coppia e il percorso evolutivo dei figli, ma le dimensioni psicologiche dei genitori a prescindere dal loro orientamento sessuale.

Il dott. Giuseppe Antonioli, uno degli autori dello studio, spiega a NEG Zone: «Questa ricerca, frutto di una collaborazione con tre professioniste – le dott.sse Flavia Lecciso, Annalisa Levante e Serena Petrocchi – mi rende orgoglioso per l’importante contributo dato alla letteratura scientifica. Mi auguro che i risultati ottenuti siano un punto di partenza per ulteriori riflessioni sul tema della genitorialità, etero e omosessuale. Ritengo che “armarsi” di dati e statistica sia il modo più oggettivo e rigoroso per contrastare le opinioni, prive di fondamento scientifico».