Coppia lesbica discriminata in piscina perché «disturba la vista» di un cliente

Ancora una giornata di relax rovinata per una coppia omosessuale, che si ritrova a vare i conti con l’omofobia anche in piscina. Dopo lo sconto negato a una famiglia arcobaleno in un acquapark in provincia di Torino e l’allontanamento di una coppia gay da una spiaggia di Fregene, ora è una coppia di ragazze a non essere gradite – sempre a Fregene – perché rovinerebbero la «reputazione» dello stabilimento in cui, loro malgrado, si trovavano lo scorso 24 luglio.

Ludovica, giovane educatrice professionale di comunità a Roma, ha reso noto l’episodio tramite un post Instagram, nel quale racconta la vicenda. «Ho scoperto che, a differenza delle altre coppie, noi non possiamo fare le stesse cose degli altri “normali” – esordisce – perché noi non andiamo bene, noi non siamo gradevoli alla vista».

Infatti, secondo quanto racconta la vittima di discriminazione, un dipendente dello stabilimento si sarebbe avvicinato alla coppia per «avvisare» le ragazze di non essere «gradevoli alla vista» per un cliente, facendo notare che «la piscina è piena di bambini».

Questa volta, però, le due ragazze hanno deciso di sfidare l’omofobia e, nonostante quell’episodio le abbia turbate, hanno deciso di restare dov’erano. «Ieri ho anche scoperto quant’è bello essere etichettati come “diversi” – scrive Ludovica – se questo comporta essere diversi da questo mondo schifoso e malato, che discrimina la più bella cosa che ti possa capitare nella vita: l’amore».

Tanti i commenti sotto al post da persone che hanno espresso la propria solidarietà, ringraziate da Ludovica in una storia Instagram, nella quale ha aggiunto che oggi avverrà un incontro molto importante: «No, non ci fermeremo, questo è stato solo l’inizio».

Aggiornamento 23:55: Ludovica e la sua ragazza hanno parlato con il gestore e il dipendente dello stabilimento, i quali hanno chiesto scusa per il brutto episodio di omofobia di cui sono state protagoniste.