Un futuro premier gay? Alessandro Zan: «C’è strada da fare, ma ci sono già stati»

Nell’ultima puntata di KlausCondicio, il web talk di Klaus Davi, l’onorevole Alessandro Zan è stato intervistato sul disegno di legge di cui è relatore. Oltre a fornire chiarimenti sul testo appena approvato dalla Camera dei Deputati, al deputato del PD sono state poste delle domande sullo scenario politico attuale, sempre nell’ambito dell’omosessualità.

A proposito di Matteo Salvini, che si è fortemente opposto al ddl contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, Zan ha affermato che il leader della Lega «ha trasformato una legge che tutela le persone più deboli, e che dovrebbe essere patrimonio di tutto l’arco politico e non solo di una parte, in una battaglia ideologica». «Salvini è stato quello che ha chiuso, chiamiamolo così, l'”Arcigay della Lega” – ha ricordato il conduttore – erano i gay della Lega, i Los Padanos, e non è stata una prova di liberalismo». «Trovo che Salvini utilizzi le persone omosessuali e trans come capro espiatorio – ha continuato Zan – Quello che ha fatto con i migranti vuole farlo con le persone LGBT e questo è veramente deplorevole, perché stiamo parlando di persone che sono particolarmente oggetto di discriminazioni, che andrebbero tifese e tutelate».

Klaus Davi ha poi chiesto al deputato padovano se ritenesse che il nostro Paese sia pronto per avere un presidente della repubblica o un premier gay. «Non lo so – ha confidato Zan – facciamo fatica ad avere un premier donna o un presidente della repubblica donna, per cui secondo me di strada ce ne sarà ancora, però mai dire mai». A quel punto il giornalista ha ricordato che ci siano delle voci sull’omosessualità di alcuni ex presidenti del consiglio. Stando a un articolo di Giornalettismo, il riferimento potrebbe essere a Giovanni Spadolini (premier tra il 28 giugno 1981 e il 1 dicembre 1982) ed Emilio Colombo (premier tra il 6 agosto 1970 e il 17 febbraio 1972). «Ci sono stati – ha ribattuto l’intervistato – Ne conosciamo alcuni che non si sono mai dichiarati perché forse all’epoca dichiararsi omosessuali…».

Dai presidenti del consiglio si è poi passati a quelli delle regioni. Klaus Davi ha ricordato che ce ne sono stati finora tre dichiaratamente omosessuali: l’ex presidente della Puglia Nichi Vendola, l’ex presidente della Sicilia Rosario Crocetta e l’attuale presidente della Calabria Nino Spirlì. Zan ha commentato le recenti dichiarazioni di quest’ultimo, che in un recente intervento pubblico ha rivendicato la libertà di utilizzare i termini “ne**o” e “fr**io”, definiti dal deputato del PD delle «parole che parlano da sole» ed «epiteti irripetibili».

«Quel tipo di gay che insultano gli altri gay sono intrisi di cultura patriarcale che è strettamente legata al sessismo e alla subalternità della donna – ha aggiunto il deputato – Non è che un omosessuale, perché è omosessuale, sia una brava persona, dipende ovviamente da come si comporta e da come agisce. Sono parole che potevano venire da un esponente ultranazionalista e populista. [L’orientamento sessuale] è un’opportunità in più. Ci sono anche dei neri che discriminano altri neri, lo vediamo negli Stati Uniti, c’erano i kapò nei campi di concentramento».