Foto: La Zanzara/Radio 24

Elliot Page e la transfobia a La Zanzara. Cruciani: «Uno è uomo o è donna»

Nella puntata del 2 dicembre del programma radiofonico La Zanzara sono state fatte delle dichiarazioni transfobiche nei confronti dell’attore Elliot Page. Come i radioascoltatori sanno, il programma condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, commenta spesso temi di attualità. Il recente coming out di Page non deve essere passato inosservato ai presentatori che hanno deciso di commentarlo con Mario Adinolfi, spesso ospite della Zanzara.

«Oggi ho letto che un’attrice, tale Ellen Page – esordisce Cruciani nel minuto 47, usando il deadname dell’attore e praticando il misgendering – ha fatto questo annuncio, che poi non se capisce perché uno debba fare questi annunci».

L’importanza e il privilegio del coming out, soprattutto da parte di personaggi famosi, è evidentemente sfuggita al presentatore che, non contento della frase altamente offensiva nei confronti delle persone trans continua: «Sei anni fa questa qua aveva annunciato di essere gay. Però dice di essere trans non-binario, vale a dire né uomo né donna. Vuole che nei suoi confronti vengano usati i pronomi he/they, cioè lui/loro. Se a questa gli dici gay, questa si incazza».

Autodeterminazione della propria identità di genere, questa sconosciuta. «Se a questa non dici lei/loro questa ti denuncia per omofobia con la legge Zan (che non punirebbe ciò, ndr), questa non è roba seria». La roba seria, probabilmente è ospitare uno sghignazzante Adinolfi, tronfio nelle dichiarazioni transfobiche appena sentite.

«Uno è uomo o donna, punto. Poi ci sono le persone che si vogliono trasformare – prosegue Cruciani – Poi ci sono i trans, ma non è che uno è trans non-binario e pretende l’uso di certi pronomi». Una richiesta assurda, per il presentatore, che non vede perché debba rispettare il volere di Page. «Questa è donna, non è che s’è messa il ca**o e la chiami lui – continua imperterrito – Questa è donna e dice che tu devi chiamarla lui, ma questa si chiama Ellen». L’apice della transfobia in formato radio, come svilire l’identità di una persona negando ciò che è. «Se questa qua se sente lesbica se sente lesbica, se se sente trans se sentirà trans» conclude poi, mischiando orientamento sessuale e identità di genere in un unico calderone.

Come è facile immaginare, poi, Adinolfi non è stato in silenzio e ha vomitato tutto il suo odio nei confronti della comunità LGBT+. «Trans non binario, nel loro linguaggio significa né carne né pesce – specifica – È un diktat ideologico in cui sopprime una verità e la copre con una carnevalata. Questa è donna finché non muore, inevitabilmente è così».

«La verità è che siamo uomini e siamo donne – continua il politico – se andiamo a cercare qualcosa di diverso, allora c’è un problema. Chi va a trans ha un problema psichico, mi trovo d’accordo con Parenzo». Quest’ultimo, infatti, aveva fatto delle dichiarazioni controverse sull’argomento. In questa puntata, invece, sostiene che «il trans ha diritto di essere trans, va rispettato».

A concludere il grottesco discorso Cruciani, sostenendo «Ma non è vero che sono malati, se uno va a trans magari gli piace inc**are un trans». Tutto ciò è accaduto in Italia, alle porte del 2021, in un programma che vanta più di due milioni di ascoltatori al giorno. E c’è ancora chi dice che la transfobia non esiste e non ci sia bisogno di una legge che la punisca.

 

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