Una spia americana di Lauren Wilkinson | Il libro LGBT+ del mese

Una spia americana. Lauren Wilkinson. Frassinelli 2020

Inserito tra le letture consigliate del 2019 dal New York Times, l’opera prima della Wilkinson è un interessante romanzo in cui si mescolano diverse tematiche storiche e sociali.

Predominante è il contesto storico, un passato abbastanza vicino ed una pagina cruciale per gli sviluppi contemporanei; siamo infatti alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, nelle ultime fasi della guerra fredda, quando l’America di Reagan entrò “a gamba tesa” nelle vicende politiche delle nazioni africane. Nello specifico si ripercorre l’esperienza di Thomas Sankara, carismatico presidente del Burkina Faso. Sankara, che nel proprio programma, in anticipo non solo sull’Africa ma su altre realtà “occidentali”, aveva inserito anche una campagna di prevenzione e lotta all’HIV-AIDS, fu deposto nel 1987 da un sanguinoso colpo di stato ordito dall’intelligence statunitense.

All’interno di questa scenario si inserisce la storia di Marie, donna afroamericana che, lavorando nella FBI, viene reclutata dalla CIA per raccogliere informazioni su Sankara. Approfittando della sua visita a New York, in occasione di un discorso da tenere all’Onu, Marie viene arruolata come spia. Proprio nella fase di “di svolta” narrativa del romanzo, quando cioè Marie accetta l’incarico, si inserisce un interessante intermezzo sulla situazione degli omosessuali in USA ed sulla loro vita all’interno dell’apparato governativo. Marie viene infatti invitata a cena da Ross agente della CIA che, non casualmente, porta con sé il suo compagno, Phillip e nel corso della serata emergono le contraddizioni di chi è costretto a nascondersi nel proprio ambiente di lavoro per paura di essere discriminato e chi è discriminato ben due volte: in quanto afroamericana e in quanto donna che però, per l’operazione da effettuare, sono due fattori vincenti.

Inoltre durante la conversazione tra Marie e Phillip si ha modo di ricordare una scrittrice ormai dimenticata, Nella Larsen ed il suo romanzo Passing, ora diventato anche un film, in cui si analizza proprio un aspetto comune anche a questo romanzo: poter passare per altro rispetto a ciò che si è.

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