Lesbofobia, scritte sui muri della stazione di Molfetta: la denuncia di Mixed LGBTI

Qualcuno non gradisce incrociare delle donne lesbiche alla stazione di Molfetta, in provincia di Bari. È quello che si evince dalle scritte impresse sul muro dell’edificio in corrispondenza del binario 1, accanto all’obliteratrice: «No lesbo», ripetuto due volte.

A denunciare il fatto è stata l’associazione Mixed LGBTI che, documentando l’atto vandalico lesbofobico, ieri ha scritto in un post su Facebook: «Questa è la stazione di Molfetta, e noi siamo stanch* di sentirci dire dove siamo ben accett* e dove no».

Tra i commenti di indignazione, è stata molto apprezzata l’idea di un utente che ha proposto di aggiungere al lato il suffisso -fobia, in modo da formare un messaggio certamente più inclusivo: «No lesbofobia».

Questa è la stazione di #Molfetta, e noi siamo stanch* di sentirci dire dove siamo ben accett* e dove no #MiXED 🏳️‍🌈

Slået op af Mixed lgbtiTorsdag den 18. juni 2020

Non un caso isolato

Quello di Molfetta non è l’unico atto vandalico di stampo omotransfobico che si è registrato dall’inizio dell’anno. Il mese scorso, a Vasto, è stata danneggiata la panchina arcobaleno contro l’omotransfobia a soli 5 giorni dall’inaugurazione; negli stessi giorni è stata deturpata con scritte omofobe una spiaggia gay-friendly nel varesino; mentre in occasione della giornata della memoria, a Roma, è stato vandalizzato il monumento dedicato alle vittime dell’olocausto.

A questi si aggiungono i casi di danneggiamenti di beni di proprietà di persone LGBT+, come le scritte omofobe sull’auto di un ragazzo gay a Merano, quelle sul muro dell’abitazione di una coppia dello stesso sesso di Formia, e le fiamme date alla bandiera arcobaleno affissa alla finestra di un bambino figlio di due papà in provincia di Pisa. C’è poi il caso di Aci Catena, in provincia di Catania, dove i danneggiamenti all’auto e alle piante di una coppia gay, ad opera di un condomino, sono sfociati nella violenza fisica.