Donna trans insultata al telefono: «Gente come te deve andare nei forni crematori»

Anche qualcosa di banale, come il desiderio di studiare per conseguire un diploma, per una donna transgender può essere l’inizio di una storia di discriminazione nell’Italia del 2020. A denunciare l’ultimo episodio di transfobia è l’attivista LGBT Antonia Monopoli, di origini pugliesi ma residente a Milano, dov’è una consulente peer to peer per ALA Milano Onlus.

«Si dice che il buongiorno si vede dal mattino. Ciò che mi è successo questa mattina non lo auguro neanche al mio peggior nemico – ha scritto l’attivista in un post Facebook – Ogni tanto mi viene il pallino di volermi prendere un diploma e su Facebook c’era un annuncio di una scuola privata che non ricordo il nome a cui io ho cliccato per prenotare una consulenza».

Antonia ha quindi raccontato di non essere riuscita a rispondere le prime volte che è stata contattata, fin quando non apre la cornetta, sentendosi chiedere se fosse possibile parlare con la signora Monopoli. «Io gli ho risposto che ero io – ha affermato Antonia – Lui mi dice che la voce è di un uomo e preferisce parlare con la signora. Io tranquillamente gli ho detto che sono un ex uomo e sono una donna transgender. Lui di risposta mi ha mandato a fan***lo e ha chiuso il telefono». Ma non finisce qui, poco più tardi l’uomo avrebbe richiamato l’attivista per chiedere se conoscesse Hitler, aggiungendo «La gente come te deve andare a finire nei forni crematori», prima di riagganciare.

Dopo la denuncia social, Antonia ha raccontato di essere stata ricontattata, presumibilmente dallo stesso uomo sebbene con un altro numero di telefono. Rispondendo alla chiamata, l’interlocutore le avrebbe chiesto in modo aggressivo «Dove sei put**na?!”».

Ora la donna ora si dice molto preoccupata e spaventata: «Questa è una persecuzione, che male avrò fatto nei confronti di questa persona per essere trattata in questa maniera? Io non lo riesco a capire ancora oggi e ho paura che la situazione si aggravi». In molti hanno espresso la propria solidarietà ad Antonia Monopoli, chiedendo che venga approvata spesso il disegno di legge contro l’omotransfobia.