Omotransfobia, via libera al testo base: alleati e avversari di una battaglia storica

Si è da poco concluso un incontro online della galassia delle associazioni LGBT+ con il gruppo di lavoro dei parlamentari della maggioranza che hanno formulato una sintesi fra tutte le quattro proposte in campo per una legge che prevenga e contrasti l’odio dettato da motivi legati al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere: il testo base è pronto!

C’è tutto: dalla modifica al codice penale al finanziamento delle case arcobaleno

Come anticipato da Simone Alliva in un articolo su L’Espresso della settimana scorsa, il testo base della proposta di legge rappresenta quanto di più inclusivo ci si potesse attendere.

Innanzitutto, di fronte a un episodio di odio ai danni di una persona, sarà comminata una pena maggiore a quell’autore che lo ha compiuto per ragioni legate al genere, all’orientamento sessuale o all’identità di genere. La sanzione potrà essere particolarmente rieducativa, in linea con l’art. 27 della nostra Costituzione, prevedendo lo svolgimento di lavoro in favore di organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato.

Sarà formalmente istituita la Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia del 17 maggio, nella sostanza già celebrata nel nostro Paese, così come è stato possibile apprezzare con gli interventi istituzionali di appena un mese fa.

Verranno integrate le competenze legislative dell’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, dando ancor più forza alla strategia LGBT+ elaborata nel 2013.

Il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità sarà incrementato di 4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020, al fine di finanziare politiche per la prevenzione e il contrasto della violenza per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere e per il sostegno delle vittime. I centri garantiranno adeguata assistenza legale, sanitaria, psicologica, di mediazione sociale e, ove necessario, adeguate condizioni di alloggio e di vitto alle vittime dei reati di odio.

Infine, l’Istituto nazionale di statistica assicurerà lo svolgimento, con cadenza almeno triennale, di una rilevazione statistica che dovrà misurare le discriminazioni e la violenza subite, nonché le caratteristiche dei soggetti più esposti al rischio.

Le reazioni delle associazioni

Richiamate a una presenza nelle piazze da parte della senatrice Cirinnà, le associazioni LGBT+ non hanno mancato di manifestare il loro entusiasmo di fronte al testo base: tutte pronte a sostenere pubblicamente la proposta di legge. La Rete RE.A.DY ha avanzato l’idea di presentare mozioni e ordini del giorno in tutti i Consigli comunali per sostenere l’iter legislativo parlamentare.

Il Gay Center di Roma, pur garantendo l’appoggio al disegno di legge, ha avanzato il maggior numero di critiche: dall’assenza del riferimento alla propaganda, alle mancanze sul fronte dell’educazione alla diversità nelle scuole, passando per il rischio che un piano contro le discriminazioni così formulato possa includere anche realtà distanti dalle rivendicazioni LGBT+.

Non sono mancate le questioni lessicali di ArciLesbica, cui ormai siamo abituati. È l’espressione «identità di genere» a non convincere la presidente Cristina Gramolini che, contraria al riconoscimento legale del genere sulla base dell’autodefinizione e preoccupata per una possibile limitazione della libertà di pensiero. Quella di ArciLesbica sembra, anche in queso caso, una posizione di netta minoranza all’interno della comunità LGBT+, oltre al fatto che l'”identità d igenere” è già presente nell’ordinamento italiano ed è rispettosa del principio di determinatezza.

Sono stati inoltre palesati da parte delle associazioni diffusi timori che il testo possa subire un compromesso al ribasso in Aula, così come avvenne per le unioni civili.

Rischi sovranisti all’orizzonte

Ostruzionismo annunciato di Lega e Fratelli d’Italia che già questa sera in Ufficio di Presidenza hanno chiesto il rinvio della discussione generale, adducendo ritardi nell’arrivo delle memorie scritte delle audizioni. La maggioranza ha fatto quadrato e non è arretrata: la prossima settimana verrà depositato il testo base in Commissione Giustizia alla Camera. Il testo potrà subire modifiche emendative ma, auspicabilmente, l’approdo in Aula dovrebbe arrivare entro il prossimo mese. Primi ostacoli superati, ma all’orizzonte c’è la possibilità di una saldatura dell’area cattolica del Partito Democratico con le destre che stanno avversando la legge, oltre al pericolo che Forza Italia si possa accodare ai sovranisti. Già annunciata una manifestazione oscurantista per il prossimo 11 luglio, sempre più necessario non rompere il fronte comune in favore dei diritti!

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