Foto: auchette.com.au

Il decoro di David Leavitt | Il libro LGBT+ del mese

Il decoro, David Leavitt.

Superata l’iniziale diffidenza verso i personaggi un po’ blasées, il nuovo libro di Leavitt, acclamato autore statunitense, diviene una piacevole pochade con una mix di dialoghi, tra il serio ed il faceto, che appaiono frivoli ma da cui traspare un’intelligente analisi socio-culturale sull’America post-elezione di Trump e, in generale, sull’Occidente.

Il plot narrativo è abbastanza semplice, segue infatti un gruppo di liberal benestanti newyorkesi che si incontra in diverse occasioni e, attraverso digressioni, l’autore focalizza l’attenzione su alcuni di questi personaggi e le loro vicende. Tutte le storie ruotano però intorno ad una coppia, Bruce ed Eva, ed è soprattutto la decisione di Eva di comprare un palazzotto storico a Venezia a fare da collante e da cardine all’interno romanzo.

Tra i vari personaggi che partecipano ai tanti discorsi presenti nel testo, incentrati sulla questione razziale o la sessualità o la letteratura contemporanea statunitense, l’attenzione si sofferma su Jake Lovett, arredatore e uomo di successo, la cui presenza all’interno del racconto è sempre discreta e quasi secondaria, da gregario all’intreccio. Jake però costituisce il trait d’union non solo tra il palazzotto di Venezia ed il mondo newyorkese, dato che proprio quella casa era stata lo scenario di una (tragica) storia d’amore, in un racconto della vicenda che sembra quasi riadattare un racconto di Joyce, ma anche e soprattutto lui è un punto di contatto con i libri dello stesso autore editi alla fine degli anni ’80.

L’ultra 50enne Jake non è altri che uno di quei ragazzi la cui storia è stata raccontata in “Ballo di famiglia” o in “Un luogo dove non sono mai stato”; è la versione adulta del diciannovenne che partiva in Europa con una copia di Spartacus in valigia, ben prima di internet e delle app d’incontro. Con tenerezza dunque si intravede ed intuisce la vita sentimentale di Jake, un tempo popolata da amori reali, ora limitata ai soli incontri virtuali.