Mondello, ragazzi gay cacciati dal ristorante e chiamati «puppi» dal titolare

Dopo aver dato voce alla testimonianza di Domenico, vittima insieme ai suoi amici di un episodio di discriminazione a Noto perché gay, un altro caso di omofobia in Sicilia ci è stato segnalato da un nostro lettore. Ieri Vincenzoleo, specializzando in microbiologia e ginnasta di Acireale, si trovava a Mondello (quartiere costiero di Palermo) insieme a un amico di Torino, entrambi omosessuali, e verso le 15:30 si sono recati in un ristorante, dove la loro giornata di vacanza ha preso una brutta piega.

«Siamo entrati in questo locale per pranzare – ci racconta – e un cameriere ci ha indicato di salire in terrazza che c’erano i posti all’ombra. Saliamo e qui un altro cameriere ci ha indicato di andare in fondo, dove c’era un unico tavolo all’ombra. Dopo un po’ è arrivato però un terzo cameriere a dirci che il tavolo era per quattro e non si poteva occupare».

Fin qui potrebbe sembrare un comune problema di organizzazione della sala, ma alla richiesta di Vincenzoleo di avere un altro tavolo all’ombra viene chiamato il proprietario del locale. Giunge nel frattempo un quarto cameriere, che chiede ai due amici di alzarsi, in quanto «non era un tavolo per due uomini ma per quattro persone». A nulla è servito proporre di pagare quattro coperti pur essendo in due.

«Amareggiato, mi sono diretto verso l’uscita e scendendo ho detto al mio amico che stavo per scrivere una recensione negativa sul personale del locale – continua – Il proprietario mi ha sentito e mi ha bloccato dicendomi che ero un “bamboccio” ed un “leone da tastiera”. Allora gli ho detto: “no guardi, non sono un leone da tastiera, se vuole scrivo la recensione qui davanti a lei dato che ci avete cacciato dal tavolo dove eravamo seduti”».

«Io un tavolo da quattro per due maschi non lo occupo», avrebbe replicato l’uomo dando nuovamente del “bamboccio” a Vincenzoleo, che a quel punto ha fatto presente che il suo comportamento fosse ineducato. Di tutta risposta, il proprietario avrebbe fatto un gesto con la mano verso degli addetti alla sicurezza, chiedendo di «accompagnare fuori i puppi».

«L’unica cosa che ho fatto è stata la recensione su TripAdvisor, anche se avrei voluto chiamare la polizia per la mancanza di norme anti-COVID – ci spiega – Io non ci faccio mai caso, ma mi sono sentito in imbarazzo per il mio amico che viene da Torino e vede queste cose». I due ragazzi hanno poi deciso di spostarsi a un locale nelle immediate vicinanze, dove hanno pranzato. «Qui chi hanno spiegato che episodi del genere accadono spesso», aggiunge Vincenzoleo.

Un’estate all’insegna dell’omotransfobia

Gli episodi di Noto e Mondello non sono purtroppo gli unici registrati in Sicilia durante l’estate. Ben due casi di omofobia sono stati registrati a Marzamemi (uno ha visto protagonisti due influencer e un altro ha riguardato alcuni turisti stranieri). C’è poi la storia di una coppia gay è stata aggredita ad Agrigento e un caso di lesbofobia a Catania e uno di transfobia a Palermo che completano la triste serie. Tutto ciò accade in una regione dove il video di un parroco è diventato virale per aver parlato delle persone omosessuali come «categorie protette» ed essersi scagliato contro il ddl Zan nel corso di un’omelia, promettendo: «Satana e i suoi angeli, i menzogneri, all’ultimo perderanno». Noi continuiamo a sperare che a perdere saranno chi odia e chi discrimina.