Dopo le confezioni fucsia, Barilla è sempre più queer nel nuovo spot con Sophia Loren

Barilla può vantare da oggi uno spot d’eccezione, un vero e proprio corto diretto da Nadia Lee Cohen e con la partecipazione eccezionale di Sophia Loren, nato grazie alla collaborazione con GCDS (God Can’t Desrtoy Streetwear), il brand di moda genderless dei fratelli Giuliano e Giordano Calza.

Ispirato ai retroscena technicolor degli anni ’60, tratti dai film di Douglas Sirk e Alfred Hitchcock, il film si muove attraverso strade di mattoni rossi, vivaci periferie metropolitane e jazz club, raffigurando una giornata nella vita dei membri di un ricco cast, i quali sono tutti sulla strada per “un pasto da fare almeno una volta nella vita”.



Numerosi gli attori queer che compaiono nello spot, tra cui la youtuber transgender Nikita Dragun e le drag queen West Dakota e Violet Chachki.

“Dinner’s Ready” by Nadia Lee Cohen: guarda il film di GCDS X Barilla

 

Barilla e GCDS: una collaborazione

Il celebre marchio Barilla, che finora ci aveva abituati a un rassicurante blu, nei mesi scorsi ha deciso di creare una linea limitata con una scatola fucsia disegnata da GCDS. Le confezioni sono finite negli scaffali di più di 90 punti vendita Esselunga.

Il marchio Barilla da sempre è voluta essere molto comunicativa con i suoi consumatori, spesso generando anche qualche gaffe. Colori come il rosa o il fucsia da sempre sono associati a cibi dal gusto innovativo e raffinato, come i cocktail di gamberetti, ma sopratutto è un colore che identifica la cucina queer ed estroversa. Cupcakes, cereali dell’unicorno e altre icone alimentari della comunità LGBTQ negli ultimi anni hanno ottenuto questo colore.

Barilla ha, per l’occasione, deciso di cambiare il celeberrimo motto «Dove c’è Barilla c’è casa» in «Dove c’è Barilla c’è comunità». La storica azienda parmigiana ha voluto avvicinarsi a ciò che oggi inizia ad essere una società contemporanea, dove la distinzione di genere diventa sopravvalutata e il non binary è all’ordine del giorno. Barilla in questo modo ha voluto anche recuperare una gaffe fatta nel 2013 dove ammise che nelle loro pubblicità non ci sarebbe mai stata una famiglia omosessuale poiché loro erano per la “famiglia tradizionale”.



 

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