Le battute sui gay fanno calare il gelo a #CR4 – La Repubblica delle Donne

È stata una puntata incentrata sul tema dell’omosessualità quella di ieri a #CR4 – La Repubblica delle Donne, lo show condotto da Chiambretti su Rete 4. I tanti gli ospiti LGBT in studio, da Cristiano Malgioglio ad Alfonso Signorini passando per la drag queen Drusilla Foer, hanno raccontato la propria storia, con un intervento molto interessante del giornalista milanese sul peso di termini spregiativi come quelli che ultimamente Vittorio Feltri, presente in collegamento, ha portato in TV.

Il momento più “cringe” della serata se lo aggiudica Rosalia Porcaro nei panni di una psicologa, che con un’ironia decisamente superata è riuscita a far calare il gelo nel salotto di Piero Chiambretti (qui il video). La comica napoletana ha raccontato la storia (inventata) di suo cognato che ha scoperto di essere gay e ha lasciato la moglie e, davanti alle espressioni attonite di Drusilla e Signorini, ha fatto delle battute del calibro di «Adesso gli rideranno alle sue spalle: ma con un marito così dove vuoi che ridano?» e «Mia sorella ha preso il cortisone da bambina, è un po’ pelosa, ma non la puoi confondere con un uomo».

A poco sono valsi i tentativi del conduttore di cambiare argomento, portando il discorso sul rapporto uomo-donna, con un loquace «non ci siamo capiti», la Porcaro ha continuato raccontando i suoi tentativi di «diventare fr**io» e poi lesbica: «No, troppa pazienza con tutti quei preliminari, mo’ succede, mo’ succede e non succede mai niente». Lo sketch si è concluso con lo stereotipo che vede i bisessuali come degli indecisi metà etero e metà gay: «Bisex, non ci fate perdere tempo, prendete una decisione».

Trasmissioni come quella di Chiambretti meritano sicuramente un altro livello di comicità, come ci ha abituati negli anni. Seppur in modo ironico il conduttore ha fatto notare direttamente all’ospite che lo sketch era un po’ da rivedere. Parole come “fr**io” possono strappare a qualcuno una facile risata ma non sono accettabili nel linguaggio televisivo, perché come ha spiegato Tiziano Ferro: «Smettiamola di difenderci tirando in ballo l’ironia e il sarcasmo, quelle sono arti delle quali bisogna imparare il mestiere».

 

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