I look di Achille Lauro, Damiano David, Ghali e Aiello contro il machismo

La scorsa settimana, mentre ero preso da una full immersion nei saldi di una nota catena d’abbigliamento, ho sentito un bambino chiedere a sua zia se una felpa rosa che aveva adocchiato fosse per bambine, ricevendo una risposta affermativa dall’anziana signora. Sono rimasto esterrefatto, perché non voglio credere che nel 2020 ci si chieda ancora se un capo d’abbigliamento possa essere indossato esclusivamente dalle persone appartenti a un determinato genere.

Si dice che l’abito non faccia il monaco, ma mai come oggi c’è bisogno di sensibilizzare la società, sradicando dalla radice determinati stereotipi di genere. Questo sta fortunatamente accadendo attraverso un movimento su scala mondiale, chiamato no gender, teso a promuovere la non distinzione tra maschile e femminile in tutti campi, tra cui quello della moda e della cosmetica (eh sì, anche gli uomini si truccano). La persona ha il diritto di scegliere di vestirsi come più gli pare, senza essere pressata dalle opinioni retrograde provenienti dalla società, ed ecco che i grandi marchi d’abbigliamento hanno iniziato ad adeguarsi lanciando collezioni che possono essere indossate da tutti i generi.

Una ricerca condotta da Innovation Group ha rilevato che sono soprattutto i giovanissimi (la Generazione Z) a non volere più che il mondo sia diviso da cose da donna e cose da uomo, con «la metà degli intervistati che ha affermato di conoscere persone che preferiscono utilizzare pronomi personali neutri (‘ze’ al posto di ‘she’ o ‘he’), mentre un terzo è d’accordo sul fatto che il genere non è più sufficiente a definire una persona».

A tal fine, alcuni artisti del panorama musicale italiano ci stanno mettendo la propria faccia (e il proprio corpo) nello sfoggiare uno stile estremamente anticonformista. Non possiamo non citare Achille Lauro, che non solo ha creato polemiche per quanto riguarda i testi delle sue canzoni, ma lo ha fatto anche per il grande uso di paillettes, piume di struzzo, scarpe col tacco, e anche di make-up. Il look del cantante romano viene giudicato dai più troppo femminile e non adatto ad un uomo, ma questo ad Achille non interessa, come ha dichiarato a Hip Hop Tv: «Mi piace molto mettermi in gioco e soprattutto provocare, il messaggio che c’è dietro alla parrucca, che potrebbe sembrare una cosa superficiale per farsi notare, in realtà è proprio il contrario, è per dimostrare che le mode convenzionali non ci toccano». L’ex membro dei Roccia Music ha anche aggiunto che molti sono i commenti omofobi che giungono sotto i suoi post su Instagram soltanto perché sceglie di utilizzare abiti e accessori comunemente associati al genere femminile. Su Vogue il cantante ha poi spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a cambiare radicalmente look nel lontano 2012: «Quando sono uscito con il primo mixtape Barabba, stava nascendo la nuova scena rap in Italia, gli esponenti del genere imitavano l’immagine da gangster dei rapper americani […] ho iniziato a vestirmi diverso perché volevo staccarmi dal quell’immaginario che non mi apparteneva, così ho cominciato a usare occhiali da donna, vestiti da donna, felpe rosa».

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DONNA BAMBINA 1990 👠

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Che la tragedia abbia inizio. Tonight Rome🖤

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Un altro artista che sfida i pregiudizi con il proprio look è Damiano David, leader dei Måneskin, anch’egli vittima di commenti machisti: «Ero in Piazza di Spagna, avevo una camicia crop top e un poliziotto ha commentato il mio outfit con il suo collega utilizzando testuali parole: “Guarda come cazzo è vestito questo”», afferma sul suo profilo Instagram l’autore di Torna a casa. Ma commenti poco eleganti sono pervenuti anche da una ragazza inglese che si trovava lì nei dintorni: «Finché questo commento viene da due sempliciotti italiani, lo posso anche capire. Anzi, non lo posso capire ma me lo aspetto. Ma quando viene da una ragazza giovane e inglese, mi rendo conto come questa mentalità sia ancora radicata non solo nel nostro Paese ma in tutto il mondo […] Volevo solo consigliarvi di aprire la mente».

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Calientame el alma

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Non molti giorni fa, la stessa sorte è toccata purtroppo anche a Ghali, con commenti poco lusinghieri sotto i suoi post Instagram, nel quale sfoggiava capi di diverse tonalità di rosa, intrinseci di omofobia, insensibilità, odio e sessismo. «Ma si è rifatta il seno?» scrive qualcuno pensando evidentemente di offendere parlando al femminile. Altri utenti aggiungono «Perché ti vesti come una donna?», «Inguardabile… Ma come ti hanno conciato?!», «Ma sotto hai anche il tanga di pizzo e il corpetto?», facendo allusioni sul suo orientamento sessuale. Il cantante trap ha sbottato: «Ragazzi siete veramente pessimi con questi commenti che state facendo. State dimostrando di non avere neanche un minimo sensibilità. Ogni tanto mi vergogno del fatto che ci siano persone così tra quelli che seguono la mia pagina, quando mi commentate dicendo “gay”, o cose di questo tipo».

 

L’ultimo episodio avente come oggetto la denigrazione dello stile androgino è avvenuto domenica scorsa a Quelli che il calcio (video), dove uno stilista ha provato a fare dell’ironia sull’outfit di Aiello: «Mi hanno sempre detto che per indossare una gonna molto lunga…». La freddura è stata interrotta anzitempo dal cantante, che ha precisato trattarsi di un pantalone, aggiungendo: «Io credo nel coraggio sempre, io sono abbastanza coraggioso».