Crisi di governo, Zan contro Renzi: «Sua responsabilità se ddl omotransfobia non viene approvato»

Le dimissioni delle ministre Bonetti e Bellanova, insieme a quella del sottosegretario Scalfarotto, si riflettono su molteplici profili: non solo hanno portato all’apertura della crisi di governo in un periodo storico già di per sé difficile, ma potrebbero causare una possibile mancata tutela dei diritti lgbt con l’arenarsi del disegno di legge Zan.

La legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, già ampiamente osteggiata dalle destre nazionali, potrebbe subire un nuovo stop: dopo l’approvazione alla Camera se ne aspettava con ansia il passaggio al Senato, davvero difficile immaginare però che in una situazione come quella attuale, con una dirompente crisi di governo aperta da Italia Viva, si potrà avere spazio per la discussione del disegno.

Diverse le condanne e l’attribuzione di responsabilità a Renzi: Vladimir Luxuria, in suo tweet ha attaccato l’ex presidente. «Renzi – scrive l’attivista transgender – da promotore della legge sulle unioni civili ad affossatore della legge sull’omo-bi-transfobia il cui iter diventa più complicato per la crisi di governo».

Il relatore del disegno di legge, Alessandro Zan, in un’intervista rilasciata a Gay.it ha dichiarato: «La legge contro l’omotransfobia è una legge di iniziativa parlamentare. Se dovesse proseguire la legislatura, anche con un nuovo governo dovrà essere chiaro, perché io voglio essere molto netto, che la legge dovrà rimanere una legge di iniziativa parlamentare anche in Senato, senza che vi siano delle posizioni di veto o tentativi di cambiamento dovute all’arrivo di un nuovo Governo».

«Quello che si è ottenuto alla Camera – prosegue il deputato padovano – deve essere approvato così com’è anche al Senato. A prescindere dal Governo che ci sarà. Questa è una battaglia che farò fino all’ultimo. Poi è chiaro che se si dovesse scivolare verso il voto anticipato, questi ragionamenti sarebbero vani perché la legge approvata alla Camera cadrebbe».

Zan sottolinea che «Questa sarebbe una responsabilità di Italia Viva e di Renzi, che ha portato avanti un’azione spregiudicata il cui significato è assolutamente incomprensibile per tutti gli italiani», aggiungendo, relativamente al proprio stato d’animo, di essere «molto arrabbiato». «Non c’è solo la legge contro l’omotransfobia – ha detto  ci sono tanti provvedimenti che sono frutto di un grande lavoro in commissione, nelle aule parlamentari, che con il voto anticipato verrebbero buttati in mare. Questo crea molta rabbia, noi non siamo qui a passare il nostro tempo per i giochetti di palazzo. Siamo qui, tutti noi, per risolvere i problemi e per migliorare questo Paese, anche sulla sfera dei diritti civili, che vede l’Italia particolarmente arretrata».