La quarantena tra ex di Enrico e Paolo: «Aveva più senso stare vicini»

Se il lockdown del nostro Paese ha separato molte coppie residenti in città diverse, ha anche riunito persone abituate a vivere in posti diversi. No, non stiamo parlando della grande fuga dalla Lombardia verso il sud e nemmeno degli incontri clandestini su Grindr, ma vogliamo raccontarvi una storia che sembra uscita da un film, tra il romantic e la commedia.

Enrico e Paolo, ex compagni separati nel 2015 al termine di una relazione di 8 anni, hanno deciso di trascorrere insieme la quarantena, di ritrovarsi sotto lo stesso tetto, dove hanno convissuto prima della loro separazione. I due, che prima del lockdown vivevano rispettivamente a Trieste e Venezia, sono dal 28 febbraio in quella che Paolo definisce la “casa del silenzio”.

«Quando ci siamo lasciati, abbiamo deciso che il tetto coniugale sarebbe rimasto la casa del silenzio – ci spiega – la casa delle cene, delle feste, la nostra casa». L’abitazione, che era della nonna di Enrico ma che hanno ristrutturato insieme, si trova a Udine e non ha vicini, attorno c’è solo un grande prato; così Paolo ci va quando è «stanco degli after al Cox e dei weekend alla Demence», così si isola dal mondo esterno per riflettere.

Paolo (a sinistra) ed Enrico (a destra) misurano 1 metro di distanza

Paolo è stato il primo a spostarsi a Udine, essendo quella che sente come la sua prima casa. Dopo di che, con la chiusura degli uffici, Enrico aveva la possibilità di scegliere tra rimanere a Trieste o raggiungere Paolo a Udine. «Gli ho detto di venire da me – ci racconta Paolo – nonostante tutto aveva più senso stare vicini in un momento come questo».

Tutto ciò è stato, naturalmente, possibile poiché i due ex sono rimasti in ottimi rapporti, essendo tutt’oggi l’uno il punto di riferimento dell’altro, nonostante i loro caratteri opposti (o forse proprio grazie a questo). Così, nella nuova convivenza, hanno riscoperto i riti della quotidianità di una volta.

Paolo ed Enrico alle prese con lo smart working

I due hanno orari diversi, il primo si sveglia alle 7 anche in quarantena mentre il secondo è nottambulo, ma ognuno rispetta le abitudini dell’altro è ha i propri compiti. Al mattino Enrico prepara la colazione e sveglia l’ex quando è tutto pronto, in modo che possa dormire il più possibile. Tra faccende domestiche, attività fisica e smart working in salotto, diventato per l’occasione la sala per le call, nella quarantena tra ex naturalmente non mancano anche le discussioni.

«Non è cambiato niente – confida Paolo – È una questione di consuetudini, di famiglia. Lui cucina, è il miglior cuoco dopo mia mamma. Io faccio altro, come stendere la lavatrice, preparare l’aperitivo o annaffiare le piante. Oltre a curare le public relations dell’ex coppia».

Paolo definisce il loro affetto «un altro amore, ci amiamo ma non “consumiamo”, facciamo cose come controllare a vicenda se abbiamo i peli sulla schiena».

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