Simone Pillon strumentalizza il finto attacco omofobo di Iconize contro il ddl Zan

Non occorreva una sfera di cristallo per prevedere che l’aggressione omofoba simulata dall’influencer Iconize sarebbe stata usata dai detrattori della legge contro l’omotransfobia, la cui discussione riprenderà alla Camera il prossimo 20 ottobre. E chi, se non Simone Pillon, poteva aprire le danze a questa strumentalizzazione politica?

Il senatore leghista, che negli ultimi mesi ha sindacato sull’identità di genere di una bambina trans e sull’espressione di genere di una ragazza trans non medicalizzata, ha commentato la notizia della confessione di Iconize con un post sulla propria pagina Facebook.

«Ennesima falsa aggressione omofoba – scrive Pillon – Il tizio qui sotto ammette candidamente di aver simulato un’aggressione a sfondo omofobo solo per racimolare qualche like in più. Lui si vergogna. Dovrebbe vergognarsi anche chi millanta pericoli inesistenti per poter approvare la legge Zan e indottrinare col Gender nelle scuole i nostri figli. Sabato alle 14 saremo in piazza del Popolo per fermare tutto questo».

Non è chiaro a quale lunga serie di false aggressioni omofobe il senatore faccia allusione, ma è certo che parlare di “pericoli inesistenti” è uno schiaffo a tutti quei cittadini che hanno subito violenza e discriminazioni per il proprio orientamento omosessuale o la propria identità di genere. Da inizio 2020, con il nostro progetto della mappa dell’omo-lebo-bi-transfobia per la campagna L’odio non è un’opinione, abbiamo contato più di 100 casi emersi alla cronaca, senza tener conto di tutti gli episodi non denunciati, per paura o per sfiducia nei confronti della giustizia, e nonostante il lockdown abbia per alcuni mesi fermato il contatore dell’odio.

Le finte aggressioni omofobe sono rischiano di ostacolare le lotte per i diritti LGBT+, ma non sarà l’errore di una persona a negare la tutela della sicurezza di un’intera comunità. Per questo, dopo il successo di #OraBasta! a Milano, sabato prossimo il movimento LGBT+ italiano risponderà alla piazza dei “pro-life” con più di 60 flash mob in tutta Italia, al grido di #DallaParteDeiDiritti e #NonUnPassoIndietro. È inoltre possibile firmare la petizione su All Out per chiedere un’efficace legge contro l’omotransfobia e la misoginia.