Senato, ddl Zan non ancora calendarizzato: «forzatura democratica»

Il disegno di legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, approvato alla Camera lo scorso novembre, dovrà ancora aspettare prima di approdare al Senato. La riunione della Commissione Giustizia, prevista per oggi, è stata infatti sconvocata dal presidente Andrea Ostellari della Lega (in copertina insieme a Matteo Salvini).

Secondo quanto rivelato dal giornalista Simone Alliva sui social, secondo alcuni senatori dell’ex maggioranza si tratterebbe di «una forzatura democratica» per non calendarizzare il ddl Zan. «Ostellari avrebbe potuto incardinare la legge su richiesta di PD, LeU e M5s e sulla scia dell’ultimo caso di omofobia – commenta l’autore di Caccia all’Omo – È curioso rimandare tutto, proprio dentro questa settimana di clamore mediatico. Per quale motivo è stata sconvocata la riunione della commissione?». Un pretesto ostruzionistico, dunque, per non incardinare un disegno di legge non voluto dal Carroccio.

«Anche oggi le persone LGBTI+ valgono meno degli altri – twitta il portavoce di Possibile LGBTI, Gianmarco Capogna – Intanto, però, l’omotransfobia non si ferma come abbiamo visto negli scorsi giorni», con riferimento all’aggressione alla fermata metro di Villa Aurelia a Roma.

Gli appelli al presidente Draghi

La senatrice Alessandra Maiorino, del M5S, si era detta speranzosa di una calendarizzazione nella seconda puntata di Step by step, il talk show LGBT+ che si è tenuto ieri sera sui canali social di CruisingBar e, eccezionalmente, quelli di NEG Zone, che ha partecipato portando la propria esperienza di queer community all’interno del dibattito sul tema dell’omotransfobia e del bullismo.

«L’Italia è uno dei pochi Paesi della Comunità Europea a non avere ancora una legge specifica di contrasto all’omotransfobia – ha sottolineato Maiorino – Il Governo Draghi si è presentato come europeista e atlantista. Anche negli Stati Uniti è da poco passato l’Equality Act alla Camera bassa in difesa della Comunità LGBT+. L’Europa e il nostro alleato al di là dell’Atlantico si stanno movendo in quella direzione. Se il nostro Governo è europeista e atlantista, allora Dragi spenda due parole, come avevano fatto Conte e Mattarella in occasione della giornata contro l’omo-lesbo-bi-transfobia. Non ci sono tentennamenti in Europa, quella è la direzione da seguire».

L’Europa è stata anche al centro del discorso della senatrice Monica Cirinnà, che in un discorso al Senato rivolto al premier Draghi ha ricordato che «democrazia e diritti civili e sociali contraddistinguono l’identità dell’Europa “unita nelle diversità”, come recita il motto dell’Unione, e differenziano l’Europa (storicamente e culturalmente) da altri spazi politici. Qualcosa di cui essere orgogliosi, in questo tempo così difficile».

Cirinnà ha poi messo l’accento sulla terribile situazione dei diritti umani in Ungheria, Polonia e Turchia. «Donne e persone LGBT sono bersaglio comune di questa azione violenta e ostinata di autocrati sovranisti – ha detto – che tentano con ogni mezzo di riproporre un modello sociale fondato sulla subordinazione di alcune persone ad altre, di alcuni valori ad altri. Un modello sociale chiuso alla convivenza tra diversi, in cui alle persone è negato il fondamentale diritto di essere se stesse, in libertà e pari dignità. A questa nube l’Europa cerca di resistere».

«La Lega dovrebbe sapere che il parlamento è sovrano e su questo non ci sono vincoli di maggioranza – ha poi aggiunto in un post Facebook – Si incardini il testo e si voti, con coraggio ognuno affronti le sue responsabilità. Gli italiani sapranno chi è a favore dei diritti e la protezione dei più fragili e chi contro».