Foto: Piergiorgio Pirrone / Chi

Alessandra Mussolini si propone come madrina del Pride: «Cambiare significa essere liberi»

Dopo il post a sostegno del ddl Zan divenuto virale, Alessandra Mussolini ha ribadito il suo appoggio alla legge contro l’omolesbobitransfobia in un’intervista a Chi. Rispondendo alle domande di Alessio Poeta, l’ex politica, infatti, ha fatto chiarezza sul suo punto di vista a proposito del disegno di legge. «Ho aderito a una campagna per una battaglia che considero più che giusta – sostiene Mussolini – Oggi più che mai bisogna combattere tutti assieme le tante discriminazioni che, purtroppo, esistono ancora».

Per l’ex onorevole, inoltre, il ddl Zan non porterebbe a una legge liberticida, come sostengono i suoi principali detrattori. «Una legge che limita la libertà? No! – sottolinea – Sono dell’idea che, in questo caso specifico, la mia libertà finisce dove comincia quella degli altri».

Alessandra Mussolini ribadisce, poi, l’importanza dell’educazione alle differenze anche e soprattutto nelle nuove generazioni. «Ogni rivoluzione culturale necessita di tempi molto lunghi e su questo dissento da chi vorrebbe cambiare sempre tutto e subito – dice – Occorre iniziare oggi per le generazioni future».

«Un figlio gay? Per me sarebbe normalità!»

Incalzata da Poeta, poi, Mussolini risponde serenamente alla domanda su un eventuale coming out di una delle figlie o del figlio. «Per me oggi conta, più che mai la loro felicità – sostiene la donna – Se uno di loro mi dicesse che è gay per me sarebbe normalità. Molte famiglie non accettano l’omosessualità dei figli, come se fosse un’onta per la famiglia. Quando poi sulla sessualità  nessuno dovrebbe discutere. Oggi mi sembra che ci sia una vera e propria ossessione».

Un’Alessandra Mussolini diversa, ben lontana da quella che pronunciò la tristemente famosa «meglio fascista che fr**io». Sorprendentemente, ma mica ormai tanto, l’ex politica si dichiara anche a favore delle adozioni da parte di famiglie omogenitoriali. «I bambini abbandonati negli istituti – dichiara – sono la peggior sconfitta di ogni società. L’amore deve prevalere su tutto». Diversa, invece, la sua posizione riguardo alla GPA, sul cui «argomento spinoso» nutre «ancora delle perplessità».

L’ex parlamentare accoglie, infine, con gioia la riapertura dei Pride, lasciandosi andare anche a una piccola rivelazione shock. «Trovo che musica e colori siano la migliore cura dopo un periodo buio e triste come quello dal quale stiamo faticosamente tentando di uscire – rivela – Mi auguro che questo spirito si riversi in ogni manifestazione, politica e non. Se mi chiamasse come madrina andrei!».

 

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