Aggressione omofoba di un branco a Roma: vittima in Pronto Soccorso con codice rosso

L’ennesima cruenta aggressione omofoba si è registrata a Roma venerdì scorso, a pochi giorni dell’approdo in Aula del disegno di legge Zan. Erano le 16 quando un 31enne è stato accerchiato e insultato da un gruppo di cinque persone in via Andrerloni, prima di essere violentemente pestato e privato del suo smartphone dal branco, che si è dileguato.

«Ero in strada, quando sono stato circondato da alcune persone. Hanno iniziato ad offendermi a sfondo omofobo – ha raccontato la vittima – Mi hanno detto che ero un brutto gay e che non dovevo girare per strada. Hanno iniziato a toccarmi in modo minaccioso. Ho capito che sarebbe finita male. Ho cercato di fuggire ma non ce l’ho fatta. Loro mi hanno circondato. Si sono fatti sempre più vicini. Poi mi hanno aggredito. Mi hanno picchiato a pugni fino a quando non sono caduto in terra».

Soccorso dal 118, il 31enne è stato trasportato d’urgenza al policlinico Casalino, dove gli è stato assegnato il codice rosso. Il ragazzo ha riportato la rottura del setto nasale e diverse ferite, per una prognosi di 20 giorni.

Sul luogo dell’aggressione sono giunte delle volanti al fine di identificare gli autori del pestaggio. Sulla base dell’identikit fornito da alcuni testimoni si tratterebbe di cinque ragazzi sui 20 anni, si sta cercando ora di raccogliere ulteriori elementi grazie alle telecamere presenti nella zona.

Allarme omotransfobia nella Capitale

Il numero e l’efferatezza degli episodi di omotransfobia a Roma da inizio 2020 è a dir poco allarmante. La Capitale è infatti la città con il maggior numero di casi di omofobia e transfobia in Italia, come mostra la nostra mappa.

A gennaio un 14enne è stato violentemente aggredito, davanti agli occhi di sua madre, da quattro ragazzi perché aveva i capelli lunghi e uno zainetto colorato. Durante il carnevale, un 24enne è stato pestato e minacciato per alcuni baci dati in un circolo privato a un altro ragazzo. Subito dopo la tregua del lockdown, il personaggio televisivo Niki Giusino è stato preso a pugni da alcuni ragazzi per aver difeso due giovani omosessuali dai loro insulti omofobi. Pochi giorni dopo, una coppia gay è stata insultata, minacciata e aggredita con un cric dai vicini di casa. Un vero e proprio stalking, con annessa aggressione, è avvenuto invece a giugno in provincia ai danni di una coppia di uomini.

Ancora più drammatica è la situazione per quanto riguarda la transfobia: sono ben due le donne trans ritrovate morte: la prima sulle sponde del Tevere lo scorso febbraio, la seconda per strada a Tor Sapenza alcuni giorni fa. Un’altra persona trans è stata aggredita da un branco sul treno Roma-Lido, prima di minacciare il suicidio alla stazione dell’Eur. A questi episodi si aggiungono atti vandalici, insulti omofobi e lesbofobici e altri episodi di discriminazione basati sull’appartenenza a una minoranza sessuale.