Dopo Elodie e Fedez, anche Levante contro Pillon sul ddl Zan

Tempi duri per il senatore Simone Pillon. La sua crociata contro il disegno di legge contro l’omotransfobia, la misoginia a l’abilismo ha attirato l’attenzione del mondo della musica, che sta condannando la sue posizione contraria a una misura legislativa che preverrebbe e contrasterebbe le violenze e le discriminazioni basate sul genere, sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale e sulla disabilità.

Nei giorni scorsi due popolarissimi artisti, Elodie e Fedez, avevano già contestato Pillon. Nelle scorse ore si è unita a loro Levante, che citandolo in un tweet con l’hashtag #omotransfobia non ha usato mezzi termini. «Simone Pillon non è mai tardi per iniziare un percorso di terapia – ha scritto la cantautrice di origini siciliane – che la aiuti a comprendere l’importanza dell’altro, il diritto dell’altro a essere chi vuole (liberamente) e il dovere di uno stato a tutelarne la libertà».

Non è la prima volta che Levante si esprime sul tema dell’omotransfobia, tant’è che ne ha parlato anche nel proprio pezzo sanremese Tikibombom, cantando: «Ciao tu, freak della classe, femminuccia vestito con quegli strass, prova a fare il maschio, ti prego insisto, fatti il segno della croce e poi rinuncia a Mefisto». Versi che ben si sposano con gli attacchi del politico ultracattolico a diverse persone trans, di tutte le età, diventate oggetto della propria propaganda omotransfobica.

Intanto, il ddl Zan è bloccato in Commissione Giustizia al Senato, dove il presidente Andrea Ostellari – anch’egli della Lega – si sta rifiutando da giorni di convocare l’ufficio di presidenza, che ne consentirebbe la calendarizzazione. Secondo quanto riporta GayNews, il senatore avrebbe persino “minacciato” di nominare Pillon come relatore del ddl al Senato. L’ennesimo schiaffo del Carroccio che da diversi decenni aspetta una legge che li tuteli dai quotidiani attacchi che emergono alla cronaca.